No alla ‘crociata’ contro Tik Tok: va governato, non eliminato

Si può e si deve ragionare su come monitorare e sanzionare i contenuti sui social. E un ruolo importante lo hanno i genitori...
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Di Andrea Clerici 

ROMA –  L’obiettivo non può essere chiudere Tik Tok. E questa cieca ‘crociata’ contro i(l) social, con il susseguirsi di notizie che fanno emergere i casi estremi, non aiuta a mettere in evidenza e affrontare quelle che sono le criticità, chiedendo il necessario rispetto delle norme esistenti e lavorando per introdurne altre che aumentino la sicurezza della rete. Molte novità tra quelle che hanno caratterizzato le epoche passate hanno portato con loro anche dei ‘pericoli’, che nel tempo abbiamo imparato a ‘governare’ e ridurre. Certo il rischio zero non esiste, ma oggi abbiamo, solo per fare esempio, una età minima per il motorino e la necessità di una patente per guidare una macchina. È su questo che bisogna ragionare: è inaccettabile che i gestori non abbiano strumenti per controllare con certezza l’età degli utenti, come deve essere chiaro che il social è responsabile dei contenuti, con il compito di monitorare ed eliminare quelli pericolosi, con sanzioni severe nel caso questo non avvenga. Ma un ruolo lo abbiamo anche noi padri e madri, e non possiamo e non dobbiamo sottrarci. Perché è inaccettabile allo stesso modo che dei genitori permettano ai figli, specie sotto una certà età, di avere decine di profili e account sui vari social, che non controllino la loro attività in rete e non sappiano nemmeno la password per entrare nel loro cellulare…

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Autore: Piero Bonito Oliva
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