Mio padre dice che sono “isterica” e penso di essere pazza…

Cari esperti vi scrivo perché non sto bene ultimamente.
Mio padre dice che sono “isterica” e penso effettivamente di essere pazza per come mi comporto. A volte mentre studio sento la faccia diventare rossa e battere il cuore. Ho caldo dal nulla! Quando mia madre mi chiede se mi sto preparando per le interrogazioni allora esplodo e urlo a volte non so neanche che cosa. Una volta mi è capitato di buttare giù una mensola di legno con un calcio. Non so neanche come ho fatto. Mi sento sotto pressione, troppo. A scuola abbiamo mille compiti e quando siamo in presenza non fanno altro che interrogarci. Quando gli diciamo che stiamo male ci ridono in faccia praticamente. A casa chiedono sempre se sto facendo il mio dovere e allora mi sale l’ansia ma pure la rabbia.
Penso che vorrei essere bocciata per essere lasciata in pace. tanto c’è mio fratello che è bravo e non ha bisogno di essere controllato come me. Mi viene da piangere spesso e non ce la faccio più. Cosa posso fare?

Anonima


Cara Anonima,
accogliamo il tuo profondo malessere. Da quanto ci scrivi emerge chiaramente la tua rabbia dovuta da un senso di oppressione per le richieste dei tuoi genitori rispetto allo studio che stai vivendo con difficoltà e rifiuto.
Sai, questo periodo di restrizioni, dovuto all’emergenza sanitaria, sta mettendo a dura prova tutti noi, ma soprattutto voi ragazzi!
Quella che state vivendo è un’enorme sfida psicologica, soprattutto nelle relazioni sociali che improvvisamente per un lungo periodo, tra lezioni in presenza e con la DAD, sono state interrotte con i propri pari ma, nello stesso tempo, reso più stretto con i propri familiari. Le misure anti-Covid, stanno modificando la vita di ognuno di noi, facendo emergere paure e problematiche che finisco per mettere in discussione noi stessi e il rapporto con gli altri. E questo è quello che sembra proprio che tu stia vivendo.
Nella tua mail ci scrivi che vorresti essere addirittura bocciata, tanto c’è tuo fratello che è bravo e non deve essere controllato come te, facendoci intuire che questo confronto ti fa soffrire.
Quello che ti consigliamo è di parlare con i tuoi genitori di quello che provi: parlare del senso di oppressione che senti e delle pressioni che avverti rispetto allo studio. Comunica loro che in questo momento non riesci a concentrarti e studiare con profitto.
Hai provato a parlarne con tuo fratello di quanto stai male? potresti  chiedergli di aiutarti a studiare. I fratelli possono essere una grande risorsa se si riesce a creare complicità!
Infine, ti consigliamo per un aiuto mirato, di rivolgerti, se c’è nella tua scuola, allo sportello psicologico d’ascolto dove troverai uno specialista che saprà aiutarti nelle tue difficoltà scolastiche e nella gestione della tua rabbia, una volta compresa la natura. Se non dovesse esserci uno psicologo nella tua scuola, puoi rivolgerti agli psicologi del nostro servizio “Lontani ma vicino” sempre attivo.
Scrivici ancora se vuoi.
Un caro saluto!

11 Marzo 2021