“Il ddl Zan è una priorità”, Fedez si scaglia contro la Lega e Simone Pillon

Il rapper sulla questione dopo le dichiarazioni del senatore e lo sfogo di Elodie

ROMA – Dopo il duro sfogo di Elodie contro l’ostruzionismo della Lega all’esame del ddl Zan al Senato (ne abbiamo parlato QUI), è Fedez a prendere la parola sull’argomento che sta infiammando le platee social e non solo.

Il rapper si è scagliato, in alcune stories su Instagram, contro il senatore del Carroccio Simone Pillon, uno dei primi a confermare la contrarietà del partito al passaggio in Senato del ddl. “Se la legge Zan contro l’omofobia non è stata ancora incardinata al Senato è per le resistenze della Lega”, ha detto qualche giorno fa.

La discussione è, perciò, stata rinviata. “Una questione di priorità”, la cui misura non sta bene a Fedez.

“Il senatore Pillon– spiega l’artista- ha osteggiato l’approvazione della legge dando tale motivazione: questa legge non va bene perché darebbe il via libera agli uteri in affitto, che è un bel titolo. Il tema, però, è che dentro al ddl Zan non si parla di uteri in affitto. Il senatore Pillon ci stupisce con una nuova esilarante dichiarazione dicendo il ddl Zan non è una priorità e io dico: scusi Pillon, lei ha basato la sua intera carriera politica trattando solo ed eslusivamente questi temi, lei è famoso per essere quello del family day e oggi si toglie dal dibattito così? Non è da lei, entriamo nel dibattito, discutiamone”.

“Il mio Gesù Cristo tatuato sulla pancia è la sua priorità?”

Non usa mezzi termini Fedez e aggiunge come le priorità del senatore siano state a volte non così necessarie. Il pensiero va alla critica rivolta all’artista definito, dopo il suo invito pubblico a indossare le mascherine a inizio pandemia, “personaggio blasfemo che uccide la nostra civiltà e non può fare appelli di questo tipo”. E così che Fedez chiede direttamente: “Per lei il mio Gesù Cristo tatuato sulla pancia è una priorità in un momento così delicato per il Paese?”.

“Uno Stato che non tutela il diritto di esprimersi in piena libertà”

Parlando di omofobia, poi, Fedez chiude:

“Le dico una cosa da padre. Ho un bambino di 3 anni che gioca con le bambole e questa cosa non desta alcun tipo di turbamento in me. Non desterebbe turbamento in me neanche se un giorno dovesse avvertire l’esigenza di truccarsi, mettersi il rossetto, lo smalto o una gonna perché ha il diritto di esprimersi come meglio crede. La cosa che mi destabilizzerebbe di più è sapere che vive in uno Stato che non tutela il suo sacrosanto diritto di esprimersi in piena libertà, cercando di arginare le dinamiche discriminatorie e violente che spesso si verificano. Questa è una priorità!“.

Il video ↓

2021-03-31T17:09:54+02:00