Che cos’è il drago di Komodo? Tutte le curiosità sulla lucertola “dinosauro”

Questo rettile straordinario può raggiungere anche i 3 metri di lunghezza!
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È diventato virale il video di un varano gigante che devasta un supermercato in Thailandia. Nonostante le sue enormi dimensioni, non si tratta di un drago di Komodo, la lucertola vivente più grande del pianeta originaria dell’Indonesia, ma di un varano d’acqua asiatico.

Ma cos’è il drago di Komodo?

Avvistato per la prima volta nel 1910, il drago di Komodo è la più grossa specie di lucertola vivente sulla Terra, appartenente alla specie dei varani.
È catalogato come vulnerabile: in natura ne esistono appena 4-5 mila esemplari, ma solo 350 di questi sono femmine in grado di riprodursi.
Sono originari dell’Indonesia, e possono essere trovati in prevalenza sulle isole di Komodo e Flores che, insieme a Rinca e Padar, costituiscono riserve naturali per la salvaguardia della specie.

La vita di un drago

I draghi di Komodo hanno un’aspettativa di vita stimata fino a 50 anni, a patto che non siano attaccati da altri esemplari quando sono giovani.
Un adulto raggiunge una lunghezza media di circa 2,6 metri per un peso di 70 kg: l’esemplare più grande mai rinvenuto misurava 3,13 metri e pesava, con lo stomaco pieno di cibo non digerito, 166 kg.

Nonostante i loro corpi enormi, sono molto veloci: possono correre fino a 20km/h su distanze brevi a terra.
Da giovani passano gran parte del tempo sugli alberi, per nascondersi dai loro maggiori predatori naturali: gli stessi draghi di Komodo.

Le loro dimensioni sono il frutto del cosiddetto “gigantismo insulare”, un fenomeno biologico che consiste nel continuo aumento di stazza di una specie animale o vegetale col passare delle generazioni, qualora questa si venga a trovare in un habitat isolato.
Lo stesso è avvenuto alle famose tartarughe che vivono sulle isole Galapagos.

Il Drago di Komodo è pericoloso per l’uomo?

I draghi di Komodo sono carnivori. Si nutrono per lo più di carcasse animali, ma molto spesso tendono dei veri agguati alle loro prede vive.
A causa delle loro dimensioni dominano gli ecosistemi locali, a caccia di invertebrati, uccelli e mammiferi.
La loro saliva ospita numerosi batteri: morsa la preda, questa muore in un paio di giorni per setticemia.

Alcuni scienziati sostengono che il loro morso sia velenoso.
Secondo diverse ricerche, il veleno può agire come anticoagulante, simile a quella trovato in alcuni serpenti. Altre suggeriscono che dopo un morso, la loro saliva porti all’avvelenamento del sangue e ad una morte lenta e dolorosa.

Anche se gli attacchi contro gli esseri umani sono rari, esistono diverse testimonianze di incontri-scontri con i draghi di Komodo.
Nel 2007, un bambino di otto anni fu sbranato a morte.
Gli esseri umani che vivono sulle isole all’interno del parco nazionale di Komodo hanno imparato ad adattarsi ai pericoli. Le loro case sono su palafitte.

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Autore: Gloria Marinelli
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