Altro che bacio del Principe! La vera Biancaneve è dark

La vera storia che ha ispirato il classico Disney

Ancora una volta l‘abuso del politically correct nuoce una nuova vittima. Nel mirino della cancel culture è finito Biancaneve, il classico d’animazione del 1937 firmato Disney.
A scatenare l’inferno nel mondo delle fiabe è stato il restyling di una delle attrazioni di Disneyland in California, “Snow White’s Scary Adventure”, in cui i visitatori rivivono alcune delle scene salienti della pellicola, tra cui l’iconico bacio del Principe. Ecco, il problema nascerebbe proprio da questo. Il bacio non è consensuale. Sembra ironico, ma in realtà si è sollevato un vero polverone, con tanto di richiesta di rimuovere la scena.
Chissà cosa sarebbe successo se la Disney non avesse modificato la vera storia di Biancaneve. Il film tanto amato dai bambini, infatti, è basato sull’omonima fiaba dei fratelli Grimm, a sua volta ispirata ad un racconto di Giambattista Basile. E Disney ha scelto di edulcorare numerosi passaggi, che avrebbero reso la pellicola vietata ai minori. Altro che “bacio rubato” del Principe!

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Biancaneve dark

Nella fiaba dei fratelli Grimm, bene o male la storia è la stessa. Una principessa bianca come la neve, una matrigna/Regina ossessionata dalla bellezza. Incipit più o meno simile, ma è lo sviluppo della trama che si fa dark.

La matrigna gelosa della bellezza della figliastra ordina a un cacciatore di ucciderla, portandole polmoni e fegato come prova. L’uomo, invece, le riporta le viscere di un cinghiale, che la regina divora avidamente.

Accortasi dell’inganno, la regina cerca di uccidere Biancaneve tre volte: prima le stringe il corsetto talmente stretto da farla svenire. Poi le spazzola i capelli con un pettine avvelenato, che la fa cadere in un sonno simile alla morte. I nani rimuoveranno il pettine per farla risvegliare. Infine, la storia che conosciamo tutti: la regina avvelena una mela che Biancaneve mangia, portandola in uno stato di morte apparente.

I nani ripongono il suo cadavere in una bara di cristallo, che posizionano in un bosco. Un principe di passaggio la troverà, rimanendo incantato dalla bellezza della fanciulla. Il giovane decide di portarla nel suo castello per poterla ammirare ogni giorno, ma mentre la bara viene spostata, il pezzo di mela cade dalla gola di Biancaneve permettendole di svegliarsi. Tra i due è amore a prima vista.

La Regina, inconsapevole della vera identità della sposa, viene invitata al loro matrimonio e con un tranello sarà costretta a ballare fino alla morte indossando scarpe di ferro arroventata.

Biancaneve ancora più dark

Tra le varie fonti, i fratelli Grimm presero in prestito le idee per la loro fiaba anche da un racconto chiamato “La schiavottella”, scritto da Giambattista Basile nel 1634.

In questa storia, su una bambina grava una maledizione che la porterà a morire al suo settimo anno di vita.
Al compimento dei sette anni, un pettine maledetto le si conficca nel cranio uccidendola, almeno apparentemente.
La madre decide di mettere la figlia in una “matrioska” di sette bare di cristallo, nascondendola in una camera nel castello.

La donna affida la chiave della stanza al fratello, zio della bambina, dicendogli di non aprire mai la porta, per poi morire di dolore.
Passano diversi anni. La moglie del fratello si impossessa della chiave, apre la porta e trova una bellissima giovane donna dentro le bare di vetro.La ragazza, infatti, non era morta e ha continuato a crescere mentre dormiva.

Pensando che il marito stia mantenendo la ragazza chiusa in camera per avere rapporti con lei, la trascina fuori per i capelli, rimuovendo il pettine e rompendo l’incantesimo.

La donna le taglia la chioma fluente e la frusta a sangue con i suoi stessi capelli.
Fa poi della ragazza la sua schiava, maltrattandola ogni giorno.

La ragazza decide di uccidersi, ma prima di farlo, racconta la sua storia a una bambola.
Suo zio ascolta di nascosto e la verità si rivela. Caccia quindi la moglie, cura la nipote, e poi la dà in moglie ad un uomo ricco.

2021-05-05T12:07:46+02:00