Junior Cally va in rehab: “Soffro di disturbi ossessivi e sono dipendente da sesso e alcol”

Il rapper racconta il suo percorso in un nuovo disco dal titolo "Un passo prima"

16 Luglio 2021

Si ferma Junior Cally, “Un passo prima” che le cose peggiorino. Parte da qui la nuova fase di vita del rapper, che ieri sui social ha annunciato il suo momentaneo ritiro dalle scene. Entrerà in un centro di recupero, lontano da smartphone, amici e parenti. A confessarlo è lui stesso in un lungo post pubblicato su Instagram in cui ammette di soffrire di Disturbi ossessivo compulsivi e dipendenze, dall’alcol e dal sesso. Argomenti che saranno al centro del nuovo disco dell’artista, al secolo Antonio Signore.

Uscirà il 10 settembre “Un passo prima”, un lavoro che ha promesso essere estremamente intimo e che arriva a due anni da “Ricercato” e tutto il polverone scatenato al Festival di Sanremo 2020 per un pezzo del passato giudicato misogino e violento.

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La confessione di Junior Cally: tra dipendenze e alcol

Ecco la lettera del rapper:

“Perché un passo prima? Perché ho deciso di fermarmi prima che sia troppo tardi, ho scelto la vita e ho deciso di respirare e di pensare alla mia salute mentale e non. Questi sono stati due anni da incubo, dove tutti sapete che razza di inferno ho passato a livello mediatico. E non parlo solo del lockdown e delle difficoltà con le quali tutti abbiamo dovuto scontrarci nelle quattro mura di casa nostra.

Pensavo di essere forte e solido a sufficienza per superarla facilmente e invece no, a distanza di quasi due anni mi ritrovo ancora qui a leccarmi le ferite. Non sono invincibile. Senza girarci intorno: sono un alcolista e, come già sapete, soffro da anni di DOC (disturbo ossessivo compulsivo). Nei momenti più bui di questo ultimo periodo, dove il DOC tornava ad essere padrone della mia vita trovavo rifugio nel bicchiere. Il bicchiere mi era diventato amico, mi rendeva libero e mi disinibiva, mi dava la forza per fregarmene di tutto ed andare avanti.

Da stordito non avrei mai acceso e spento la luce 4+4+2 volte. Anche il sesso è diventato una malattia, una dipendenza da curare, perché anche quello è diventato compulsivo, incontrollabile, irrefrenabile. Dunque ho deciso insieme allo psicologo che mi segue da tanto tempo che l’unica soluzione è quella di isolarmi per un po’.

E dopo aver chiuso il disco e il resto, insomma dopo aver fatto in anticipo tutti i compiti per le vacanze, ho deciso di pensare a me e alla mia salute e ho deciso finalmente che era arrivato il momento di curarmi.

Da sabato inizierò un percorso contro le dipendenze dove non potrò vedere nessuno che conosco, dove non potrò usare il telefono e dove ovviamente non potrò più bere. Andrò in un posto dove mi auguro di poter trovare le forze di guardarmi dentro, un posto in cui vomitare tutte le mie paure per liberarmene una volta per tutte. Spero di riuscire a farvi incontrare una versione di me migliore, una persona che non accarezza la morte con un bicchiere in mano”.

2021-07-16T18:41:33+02:00