Rave party di Viterbo, è stato davvero un inferno? “Abbiamo pulito e lasciato meglio di prima”

Sul web circolano le immagini delle condizioni ottimali del campo per giorni occupato dai camper: i raver avrebbero smaltito i rifiuti

Continua a tenere banco nel dibattito pubblico il rave party che si è svolto tra le province di Viterbo e di Grosseto. Esperti e frequentatori di queste di manifestazioni in realtà tengono a precisare che, a voler essere pignoli, si tratta di un Teknival: un festival della musica tecno.

Cambia la forma ma non la sostanza delle critiche mosse all’evento, una escalation di attenzione mediatica che dal 13 agosto è stata crescente fino al 19 agosto, giorno di chiusura anticipata e forzata dall’intervento delle forze dell’ordine. Ad alzare il polverone delle steppose terre al confine tra Lazio e Toscana è stata in primis la morte di un giovane di 25 anni, trovato senza vita tra le acque del vicino lago di Mezzano. Non sono ancora chiare le circostanze della fine di Gianluca Santiago, questo era il suo nome, ma gli inquirenti sono al lavoro per accertarne le cause e l’ipotesi è che sia in qualche modo connessa al rave di cui il ragazzo era uno dei migliaia di partecipanti provenienti da tutta Europa. A etichettare poi il raduno come epicentro dei mali, le notizie su presunte carcasse di animali uccisi e lasciati decomporre al sole, nascite senza alcun tipo di tutele igienico-sanitarie, l’assenza di protezioni contro la diffusione del Covid, lo spaccio di stupefacenti. 

 

Tutte circostanze ancora da verificare, mentre l’Asl di Viterbo ha smentito la presenza di cadaveri di animali e sul web circolano da ore le immagini delle condizioni ottimali del campo per giorni occupato dai camper. A quanto pare i raver si sarebbero impegnati nelle attività di pulizia. 

2021-08-20T13:25:47+02:00