Denunciare le violenze a cosa serve? I 26 anni di Vanessa pretendono risposte

Come spieghiamo che la giustizia è più forte della giustizia privata? La matematica non è un'opinione. Neanche la vita di Vanessa lo è

Ventisei anni. Lo scriviamo anche a cifre: 26. La vita di Vanessa Zappalà si è interrotta qui. A questo numero che l’aritmetica della giovinezza avrebbe calcolato per addizione, sommando i progetti, il futuro, le ambizioni a questi meravigliosi anni che sanno di spensieratezza.

UNA VITA AZZERATA 

È stata invece inesorabilmente azzerata, sottraendo a quel ventisei il valore più prezioso, la vita. Prendendosi l’unica costante incognita che accomuna tutti noi: quando moriremo? La risposta a questa domanda per Vanessa è: lo ha deciso lui. Una ragazza uccisa mentre passeggiava con alcuni amici in strada, in una notte d’estate che doveva accendersi con il divertimento e invece si è spenta nel buio più profondo di una morte improvvisa.

BESTIE 

Un’altra, l’ennesima, vittima della ferocia brutale di un uomo accecato dalla folle pretesa di marchiare con la propria impronta assassina l'(in)esistenza della compagna, o ex non importa. Come se l’intrinseca voglia di possedere tramutasse, come la luna piena, l’uomo in fiera, che dire fiera, bestia.

GRIDARE I NUMERI 

Quante vite spezzate dalla furia degli ex dovranno ancora scandalizzare per qualche ora per poi restare negli archivi web senza che nulla sia cambiato? Può sembrare irrispettoso affiancare la fine di Vanessa a quella delle altre vittime, quasi a volerla normalizzare. E invece no, va detto e ridetto, va fatto questo lavoro di accorpamento. Vanno citati i numeri, vanno gridati più forte. 

DENUNCIARE DEVE SERVIRE 

Cosa diciamo a tutte le ragazze che si trovano in una situazione analoga? Come spieghiamo a genitori, a parenti, ad amici che la giustizia è più forte della giustizia privata. Come possiamo guardare negli occhi i parenti di Vanessa e dire loro che ha fatto bene a denunciare? Che gli arresti domiciliari erano la misura giusta lo scorso giugno per questo tale che poi le ha sottratto la vita senza alcun tipo di impedimento? L’alternativa deve esserci necessariamente. Intervenire prima, molto prima, magari già nelle scuole, prima di arrivare alle denunce, prima che il ragazzo sia diventato adulto e che il processo di trasformazione da uomo in bestia sia già irrimediabilmente avviato. E se invece di fare la conta dei danni e dei drammi si ragionasse finalmente di anticipo, molto anticipo? Tirando le somme, una soluzione alternativa va trovata. La matematica non è un’opinione, dicono. Neanche la vita di Vanessa lo è.

2021-08-24T16:54:25+02:00