Gelosia o possessività? La sottile, ma fondamentale, differenza

Contrariamente a quanto spesso si è portati a pensare, unione non significa fusione. Amare l’altro vuol dire riconoscerlo nella propria individualità, rispettandolo e mantenendo i confini di sé e dell’altro ben definiti. Le relazioni di coppia fluttuano tra coccole, passione e reciprocità e una giusta dose di gelosia spesso non manca mai, rendendo il rapporto […]

Contrariamente a quanto spesso si è portati a pensare, unione non significa fusione. Amare l’altro vuol dire riconoscerlo nella propria individualità, rispettandolo e mantenendo i confini di sé e dell’altro ben definiti. Le relazioni di coppia fluttuano tra coccole, passione e reciprocità e una giusta dose di gelosia spesso non manca mai, rendendo il rapporto senz’altro dinamico. Ma qual’è la ”giusta” dose? E soprattutto chi è immune al più classico dei sentimenti?

C’è da dire che da sempre la gelosia ha rivestito un ruolo importante nella vita degli esseri umani, risultando parte integrante della vita dell’uomo; lo accompagna sin dalla prima infanzia e viene provocata da situazioni via via diverse durante la crescita. Ovviamente possiede varie gradazioni ma una costante è quel senso di minaccia e sospetto; se eccessiva e gestita in maniera non adeguata, infatti, rischia di creare delle screpolature nel legame, mettendo il partner in una condizione di asfissia, dove la libertà e i bisogni individuali vengono messi in ombra. Dunque, quando la distanza tra i due componenti della relazione si accorcia a tal punto da creare una fusione totale e completa, si smarriscono i confini e si cade nella possessività, dove si cerca di avere un potere totale sull’altro fino a bloccarlo in ogni sua espressione.

La possessività richiama una condizione profondamente infantile, nella quale il bambino vuole possedere tutte le attenzioni e l’affetto della madre; tuttavia questo stato può mantenersi anche nella condizione adulta quando si creano grandi insicurezze che si cerca di riempirle fino a fagocitare e divorare le persone e le cose per garantirsi un’assoluta certezza e fedeltà. Tutto ciò è altamente nocivo per il rapporto e può portare nel tempo alla sua distruzione. Se pensiamo a quante ore spesso si passano nel dover dare spiegazioni per una mancata risposta ad una telefonata oppure ad uno “stato online” su Whatsapp o sui social network. Quando si verificano tali situazioni, forse il legame affettivo si sta trasformando e c’è da chiedersi se non si è oltrepassato quel limite oltre il quale non si parla più di un normale sentimento di gelosia, bensì di qualcosa di più grande che si fa fatica a gestire.

Forse la chiave di volta sta nel riuscire a trovare un equilibrio sano e costruttivo pur scoprendosi gelosi del proprio partner. Ma attenzione a garantire sempre quello spazio vitale di cui una persona non può essere privata, anche in una dimensione di coppia.

Lo sapevi che:

  • Uno studio condotto dall’University of California di San Diego rappresenta il primo test sperimentale sui comportamenti legati alla gelosia nei cani. I 36 animali domestici hanno evidenziato una forma elementare di gelosia che si è evoluta per proteggere i legami sociali dagli intrusi. Tale studio evidenzia non solo che i cani possono essere gelosi, ma anche che cercano di rompere il collegamento tra il proprietario e un apparente rivale.
  • Etimologicamente il termine gelosia proviene dal greco ζηλoς (zelos) ovvero emulazione, brama, desiderio. nel tempo ha assunto il significato del timore di perdere o non ottenere un bene o un affetto che al contrario entra in possesso di qualcun altro.

Dubbi o domande:

Elisa,
Mi arrabbio se lui esce con i suoi amici o se magari va a lavorare…
Elisa, 18 anni
Ogni notte vado a dormire con la costante paura di perdere il mio ragazzo…non riesco più a stare bene con gli altri se non sono con lui…


La scena del monologo sulla gelosia di Massimo Troisi davanti allo specchio nel film “Ricomincio da tre“…

 

2022-01-26T16:54:49+01:00