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Cambiamenti climatici – i satelliti lanciano l’allarme: i gas serra aumentano [VIDEO]

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La salute della Terra non è buona. I cambiamenti climatici generati dai comportamenti dell’uomo stanno mettendo a dura prova il pianeta, strapazzando tutti i suoi elementi. E la situazione non migliora. Gli ultimi dati forniti al Living Planet Symposium, che si è tenuto a Praga nei giorni scorsi, parlano chiaro: il metano e l’anidride carbonica rilevati dai satelliti in atmosfera continuano ad aumentare, nonostante gli sforzi globali per ridurne le emissioni.

Un messaggio che viene mandato spesso dagli astronauti è che la Terra, spettacolo meraviglioso immortalato dalla cupola della Stazione spaziale internazionale, è un pianeta unico, il solo abitabile, e per questo dobbiamo rispettarlo e tutelarlo. Luca Parmitano, il primo italiano ad effettuare una passeggiata spaziale nel luglio 2013, lo aveva detto chiaramente: “la Terra, vista dallo Spazio, è un vero gioiello”. E i gioielli si tengono da conto. Ma come avere cura del nostro pianeta?


Nelle NEWS:

– #EmergencyLessons, Astrosamantha per l’istruzione dei bambini in zone ‘calde’
– La Stazione spaziale supera le centomila orbite
– Scoperto in Cina l’insetto più lungo del mondo
– I satelliti lanciano l’allarme: i gas serra aumentano


Gli scienziati hanno per alleata l’osservazione della Terra, quella che avviene grazie ai satelliti specificamente nati per monitorare l’ambiente terrestre e le sue evoluzioni. Sono stati proprio i satelliti a fotografare una situazione sempre più grave a causa dell’aumento dei gas serra.

Le concentrazioni di metano in atmosfera sono state stabili fino al 2007, ma da allora in poi sono sempre aumentate al ritmo dello 0,3% per anno, mentre l’anidride carbonica ha proseguito la sua marcia al ritmo dello 0,5% in più per ogni anni che passa.


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I dati di Envisat dell’Esa e della missione giapponese GoSat hanno dato qualche informazione in più, oltre ai dati di diffusione, su quello che succede sulla Terra senza che noi ce ne accorgiamo. Per esempio ora sappiamo che si verificano delle fluttuazioni stagionali: le concentrazioni più alte di metano in Cina e India si verificano in agosto e settembre, perché con il caldo e l’umidità le paludi e le risaie diventano una fonte di metano. Fenomeni analoghi avvengono anche in altre zone, come i Tropici, gli Stati Uniti e parte della Russia. L’aumento del metano ha cause non ancora identificate, ma si pensa che dipendano dall’agricoltura e dall’uso di combustibili fossili.

Stesse fluttuazioni avvengono anche per l’anidride carbonica, con un picco nelle zone settentrionali all’inizio delle stagioni. Ciò è dovuto al suo regolare assorbimento e rilascio nel corso del ciclo naturale della vegetazione terrestre. Il suo incremento nel corso dei decenni è rimasto stabile, nonostante gli sforzi globali per ridurne le emissioni.

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Attualmente – spiega Michael Buckwitz dell’Istituto di Fisica ambientale dell”università di Brema (Germania)le piante smaltiscono il 25% dell’anidride carbonica e se non ci fosse questo fenomeno i livelli in atmosfera di anidride carbonica sarebbero anche più imponenti. Tuttavia non sappiamo come le piante risponderanno ai cambiamenti climatici”.

Per cercare di capire questo ed altro sono all’opera numerosi satelliti. Tra questi arriverà presto anche Sentinel-5 del programma Copernicus, il cui obiettivo è raccogliere dati sulla presenza di metano e altre componenti atmosferiche attraverso l’osservazione costante e quotidiana dell’intero pianeta. Sarà in grado di localizzare e quantificare le emissioni per aiutare a capire come intervenire sulla loro riduzione, agendo in combinazione con modelli al computer per generare mappe che identifichino le sorgenti principali delle emissioni.



#EmergencyLessons, Astrosamantha per l’istruzione dei bambini in zone ‘calde’
L’Unione Europea e l’Unicef hanno lanciato #EmergencyLessons, una campagna per sensibilizzare attraverso i social media 20 milioni di persone in Europa, in particolar modo i giovani con meno di 25 anni in Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Slovenia e Regno Unito, e ispirarli a supportare milioni di bambini e adolescenti che hanno interrotto il percorso scolastico a causa delle emergenze. Alla presentazione c’era anche Samantha Cristoforetti, astronauta e Good Will Ambassador dell’Unicef

Tutti i colori di una nebulosa stellare
Il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO ha catturato la splendida immagine di una nebulosa coloratissima, in cui la luce di sfolgoranti stelle blu infonde energia al gas lasciato dalla recente formazione stellare. Gli astronomi studiano queste magnifiche esibizioni per capire le condizioni dei luoghi in cui le stelle si sviluppano. Non è un caso che quest’immagine così variopinta sia stata divulgata: fa parte, infatti, di ‘Gemme Cosmiche’, un’iniziativa di divulgazione per produrre immagini di oggetti interessanti o anche semplicemente belli usando i telescopi dell”ESO a scopi educativi e di sensibilizzazione del pubblico. Il programma sfrutta il tempo osservativo che non può essere usato per osservazioni scientifiche. In ogni caso i dati raccolti potrebbero essere usati anche scientificamente e sono perciò resi pubblici attraverso l’archivio scientifico dell’ESO a tutti gli astronomi.

La Stazione spaziale supera le centomila orbite
La Stazione spaziale internazionale è il laboratorio orbitante più grande mai costruito e costituisce un vero e proprio avamposto umano nello Spazio. La sua costruzione inizia nel 1998 ed è dal 2000 che è continuativamente abitata dagli astronauti ( il prossimo italiano in missione sarà Paolo Nespoli, nel 2017). Da allora ha compiuto più di centomila orbite, diventando una volta di più un laboratorio da record. Ogni giorno compie 16 orbite del nostro pianeta, una ogni 90 minuti: 16 albe e 16 tramonti per chi ha il privilegio di poter osservare la Terra dalla cupola della Stazione spaziale, come spesso hanno fatto Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti. Resterà in orbita fino al 2024, ma non è escluso un prolungamento della sua vita per qualche anno ancora.

Scoperto in Cina l’insetto più lungo del mondo
Sembrava un ramoscello di albero, in realtà era un insetto-stecco. Gli entomologi cinesi lo hanno catturato nel 2014. Le sue misure sono sorprendenti: l’insetto è lungo 62,4 centimetri e diventa, quindi, il più lungo di sempre. Il record precedente si fermava a 56,7 centimetri ed apparteneva a un insetto catturato in Malaysia.