Gli eterni lavori di Roma

L’Articolo di Marta Ajello del Liceo Dante Alighieri di Roma nell’ambito del percorso di Alternanza Scuola-Lavoro

ROMA – Chi passa lungo le strade di Roma, dopo aver trascorso anni cadendo nelle buche dell’asfalto, al centro come in periferia,si accorge che qualcosa sta cambiando: le voragini che rendono il percorso quotidiano delle macchine cosi difficile e lento stanno per essere riparate.La città è piena di cantieri per ‘lavori in corso’. Poi però, nel corso dei giorni, l’ottimismo iniziale piano piano perde la sua verve: l’automobilista dopo giorni di rallentamenti si chiede come mai quella strada è ancora chiusa al traffico. “è passata una settimana e la strettoia sul Lungotevere della Vittoria è rimasta cosi com’era,sembra che questi lavori non abbiano mai fine”, spiega la signora Maria B.

Anche per i residenti del quartiere Flaminio,già colpito dal crollo del palazzo del Teatro Olimpico, accusano il colpo dei lavori interminabili, che ad oggi ancora non sono terminati .Inoltre sono stati aperti sul Lungotevere due cantieri per la costruzione di spartitraffico.

L’alternativa, nella Roma delle buche, è questa: o lavori infiniti o lavori che vengono conclusi in tempi non biblici ma che poi si scopre essere fatti male. Come nel caso di via della Moschea il mese scorso. Hanno ‘attappato’ tutto? Sì, ma hanno ‘attappato’ male e viene il mal di mare passando per quella strada, e saltando tra un avvallamento e l’altro, visto che al posto delle buche ora ci sono le onde. E viale Romania, quartiere Parioli, è ancora chiusa dopo settimane. Non si capisce quanto tempo occorre per ripianare quella voragine su cui qualche spiritoso ha messo un cartello con su scritto “scavi archeologici”. Per scavare Pompei ed Ercolano, nel Settecento, un po’ di tempo fu necessario. Per viale Romania ci vorrà di più o di meno?

di Marta Ajello – Liceo Dante Alighieri di Roma