Paralimpiadi, De Sanctis: “Il CIP si aspetta di replicare il successo di Londra”

L’intervista di Flaminia Celentani Ungaro del Liceo Dante Alighieri di Roma

ROMA – A Londra nel 2012, per la prima volta, con Oscar Pistorius, lo spirito paralimpico ha soffiato alle Olimpiadi. Il pubblico, come mai prima, ha partecipato alle paralimpiadi con numeri e intensità da Olimpiade. Alla vigilia delle Olimpiadi di Rio 2016 abbiamo incontrato Marco Giunio De Sanctis, segretario Generale del Comitato Italiano Paralimpico per fare il punto della situazione.

Dottor de Sanctis, si avvicina la data di inizio delle Paralimpiadi di Rio 2016 quali sono le novità di questa edizione?

“Le novità di ogni Paralimpiade sono legate al numero dei partecipanti, alla particolarità del paese e della città ospitanti, alla campagna pubblicitaria intrapresa sull’evento. Pertanto Rio ha determinato non pochi problemi sul lato dei trasporti, viste le grandi distanze esistenti tra i vari siti di gara, visto l’enorme traffico e la massiccia presenza di circa 170 nazioni e oltre 4000 atleti disabili. Per il resto le ultime Paralimpiadi sono molto simili in termini di organizzazione, criteri di partecipazione, presenza mediatica, mentre cresce sempre più, da edizione ad edizione il livello tecnico.”

L’Italia sarà presente con atleti che cercheranno di superare loro stessi. A Londra 2012 l’Italia si è classificata tredicesima, conquistando nove medaglie d’oro contro otto dei Giochi Olimpici: quali le aspettative del CIP per questa nuova edizione?

“Il CIP si aspetta di replicare il successo dell’edizione di Londra (28 medaglie) in quanto i risultati degli eventi internazionali preparatori ai giochi brasiliani la collocano intorno alla dodicesima posizione, prevedendo medaglie in diversi sport tra cui atletica, nuoto, ciclismo, arco, equitazione, scherma, canottaggio.”

Quali e quanti sono le discipline nelle quali si misureranno i campioni?

“Sono 22 le discipline facenti parte del programma Paralimpico (atletica, nuoto, scherma, basket in carrozzina, tennis, tennistavolo, equitazione, triathlon, boccia, canoa, canottaggio, ciclismo, goalball, calcio a 7, calcio a 11, vela, tiro a segno, rugby, sollevamento pesi, sitting volley, tiro con l’arco, handbyke, il CIP parteciperà solo in 14 discipline riducendosi nettamente così le possibilità di arrivare tra le prime 10 nazioni nel medagliere finale.”

A differenza degli anni precedenti è cambiato il rapporto che il pubblico ha nei confronti degli atleti disabili?

“Ogni edizione migliora il livello culturale dei vari paesi partecipanti anche se, nonostante il successo di Londra in cui é nato il movimento Paralimpico, ancora è lontana la reale equiparazione tra giochi olimpici e Paralimpici nella considerazione generale.”

Il 22 aprile lei e i suoi colleghi del CIP terrete la conferenza stampa di presentazione del portabandiera azzurro a Rio de Janeiro, può farci un’anticipazione?

“Sul portabandiera che naturalmente è top secret fino al 22 posso solo dire che sarà una campionessa donna.”

Per concludere non posso non farle una domanda sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024. Quali sono le azioni e i progetti che il CIP sta mettendo in campo per far sì che Roma ottenga la titolarità delle Olimpiadi e perché, secondo lei, è così importante per una città, per un Paese, ospitare le Olimpiadi?

“Roma sta portando avanti un’intensa e globale campagna promozionale nonostante i noti e poco edificanti problemi della capitale, cercando di coinvolgere tutti i ceti, di convincere il CIO per le olimpiadi e l’IPC per le Paralimpiadi sulla bontà del progetto italiano. Per una città come Roma è fondamentale ottenere l’organizzazione dei giochi per rendere più moderna e funzionale forse la più bella città del mondo che proprio con le Paralimpiadi potrebbe crescere culturalmente e divenire all’avanguardia in tema di servizi strutture e sovrastrutture come le grandi capitali europee e i paesi anglosassoni.”

di Flaminia Celentani Ungaro del Liceo Dante Alighieri di Roma