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Caso Fabio e Mingo, accusa di truffa a Mediaset per 10 servizi falsi

fabio e mingo truffaROMA – La Procura di Bari ha chiuso le indagini sul caso “Fabio e Mingo”, gli ex inviati di Striscia la Notizia.
Truffa, simulazione di reato, falso, calunnia e diffamazione.
L’accusa è rivolta esclusivamente a Domenico De Pasquale, in arte Mingo, e sua moglie Corinne Martino, amministratore della società che avrebbe truffato Mediaset.
Il tutto sarebbe avvenuto all’insaputo di Fabio De Nunzio, l’altro inviato, che, secondo la Procura, era all’oscuro dei fatti.
Per questo è stato assolto, e il suo fascicolo archiviato.

Mingo, l’accusa: truffa per oltre 170 mila euro

Sarebbero 10 i servizi falsi venduti a Mediaset e trasmessi da Striscia la Notizia.
Sotto inchiesta Mingo e la moglie Corinna Martino, amministratore unico di Mec Produzioni Srl, società con cui Mediaset aveva un rapporto di collaborazione
Indagata anche la segretaria della Mec, con l’accusa di favoreggiamento personale.

La società avrebbe impiegato attori e figuranti per realizzare almeno 10 servizi falsi su storie inventate.

fabio e mingoI servizi in questione, dunque, non riguardano solo il caso della maga guaritrice sudafricana e il falso avvocato che aggredì Mingo, per i quali sono iniziate le indagini.
Gli inquirenti hanno scoperto irregolarità nella storia dell’intermediario bancario di Margherita di Savoia e di un dipendente della Motorizzazione che dava i punti della patente in cambio di denaro.
A questi si aggiungono, un falso agente interinale, un finto medico, due assicuratori falsi, il caso di un anager che assumeva in cambio di favori sessuali.

Tutti servizi che sono “risultati artefatti, simulando fatti, personaggi, circostanze e condizioni, frutto della fantasia degli indagati e precostituiti all’insaputa dell’inviato Fabio De Nunzio”, dichiara il PM Isabella Ginefra.

La procura ha calcolato una truffa da oltre 170 mila euro nel periodo compreso tra il dicembre 2012 e il dicembre 2013.
Il contratto tra Mec e Mediaset prevedeva infatti un forfettario di 160mila euro + IVA a stagione, e un compenso di oltre 21 mila euro per i 10 servizi falsi.

Alla sola moglie di Mingo è stata contestata un’altra truffa da 151mila euro, per l’impiego di cinque figuranti e attori rimborsati da Mediaset.

L’avvocato Fabio Verile di Mingo e della moglie, sollecita un processo per dimostrare “la loro estraneità ai fatti”.

Il caso Fabio e Mingo

“Cari telespettatori, abbiamo ricevuto una segnalazione che potrebbe mettere in discussione il rapporto di fiducia con la redazione pugliese di Fabio e Mingo. Da subito sono sospesi da inviati. Qui siamo a Striscia, mica a MasterChef”.

Con queste parole, il 23 aprile 2015, il Gabibbo annunciava la sopsensione da Striscia la Notizia di Fabio e Mingo.

La dichiarazione sollevò un polevrone mediatico, a cui non tardò la risposta dei due ex inviati.

“Ci meravigliamo per il contenuto delle frasi riportate dal Gabibbo nella trasmissione di questa sera, in quanto noi ci siamo sempre prodigati per rendere al meglio la nostra prestazione di attori nell’ambito dei servizi, prodotti esclusivamente nel rispetto delle precise indicazioni ricevute, assecondando, sempre, gli autori del programma nella scelta e nelle modalità di esecuzione dei servizi stessi”

Poche settimane dopo, lo stesso Gabibbo, con la voce di Lorenzo Beccati, co-autore di Striscia la Notizia con Antonio Ricci, spiegò la motivazione del  licenziamento dei due inviati dal programma.

“Cari telespettatori, parliamo di Fabio e Mingo e della loro redazione. Abbiamo acclarato che il caso di qualche tempo fa della maga sudamericana non esiste. Anche quello di del falso avvocato era una messinacena e a noi già questo basta. E’ una cosa grave seguiranno azioni legali per accertare le responsabilità. Oh, non tutti hanno la nostra sensibilità. I panni sporchi si lavano in famiglia. Ma voi siete la nostra famiglia”.

fabio-e-mingo-3Fabio e Mingo si sono sempre detti estranei ai fatti, sebbene abbiano ammesso di aver commesso qualche errore, ribadendo in più di un’occasione di aver “sempre fatto quello che ci veniva chiesto di fare”.

A sei mesi dall’accaduto, i due ex inviati ritornarono in tv su Telenorba con “Luciano – L’Amaro Quotidiano”, un format molto simile a Striscia la Notizia.

Meno di un mese fa, Fabio e Mingo hanno convocato una conferenza stampa per rilasciare alcune dichiarazioni sull’inchiesta:

“Ammettiamo che abbiamo commesso qualche errore. Ma non lo abbiamo fatto. Ma perché Ricci non ci ha difeso? Perché ha difeso Greggio per il caso di Guardia di Finanza, perché ha difeso Luca Abete dopo il cui servizio un padre di famiglia si è suicidato e noi no? Loro sono stati protetti, Fabio e Mingo no. Due pesi e due misure. Stiamo parlando di gag comiche!”