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Asteroide ha sfiorato la Terra: era stato scoperto solo due giorni prima

asteroide 2017 AG13ROMA – Era stato scoperto appena 2 giorni prima l’asteroide che lo scorso lunedì (9 gennaio) ha sfiorato la Terra.
2017 AG13 ha transitato ad una distanza relativamente ridotta, circa 190 mila km (la distanza media tra il nostro pianeta e la Luna è di 384 mila km).
Con un diametro stimato tra i 10 e i 30 metri, l’asteroide non avrebbe rappresentato una minaccia per la Terra.
Tuttavia, ancora una volta, l’attenzione si pone sui rischi concreti a cui risultiamo ancora impreparati.
L’esempio più allarmante è l’incidente di Chelyabinsk.

La mattina del 15 febbraio 2013, nella regione a sud degli Urali, un meteroide di circa 15 metri di diametro e una massa di 10.000 tonnellate colpì l’atmosfera ad una velocità di circa 44 volte quella del suono, frantumandosi nel cielo della città russa.
La meteora non era stata avvistata da nessuna agenzia spaziale.

Asteroide 2017 AG13

2017 AG13 è un asteroide Aten, una roccia spaziale con una distanza orbitale dal Sole simile a quella della Terra.
AG13 ha anche un’orbita particolarmente ellittica, il che significa che quando orbita intorno al Sole, attraversa anche attraverso le orbite sia di Venere che del nostro pianeta.
Sebbene ridotte, le sue dimensioni si avvicinano a quelle della meteora di Chelyabinsk.
Il meteroide esplose a 20 km nell’atmosfera della città russa, rilasciando 30 volte l’energia della bomba atomica di Hiroshima.
Il bilancio fu di circa 1.500 feriti.

asteroide 2017 AG13

Le probabilità che un asteroide delle dimensioni di un’automobile colpisca l’atmosfera terrestre e bruci prima che raggiunga la superficie sono circa di una volta all’anno.
Meteroidi che potrebbero causare gravi danni alla Terra dovrebbero avere almeno le dimensioni di un campo di calcio, ma le probabilità sono di uno ogni 2000 anni.
Ancora più ridotta la possibilità che una grande roccia spaziale causi l’estinzione della civiltà: si parla di una volta ogni miliardi di anni.

La minaccia viene dallo Spazio

Le agenzie spaziali da tempo monitorano i cosiddetti NEO (Near-Earth Object), oggetti celesti vicini alla Terra che potrebbero intersecare l’orbita terrestre.
Ma tre anni fa, abbiamo visto con i nostri occhi quanto possano essere devastanti gli effetti dell’impatto anche di un piccolo oggetto spaziale sfuggito all’occhio degli esperti con il meteorite di Chelyabinsk.

Ad allarmare ulteriormente, il 6 febbraio 2016, per la prima volta nella storia dell’umanità, un meteorite è stato il diretto responsabile della morte di un uomo in India.
Il 30 novembre del 1954 Ann Hodges di Sylacauga, Alabama, venne ferita dalla caduta di un meteroide, un frammento dell’asteroide Toro.

Secondo gli scienziati, non ci sarà alcun impatto abbastanza grande da spazzare via ogni forma di vita sulla Terra per almeno 3 miliardi di anni.

Al momento, gli esperti sono teoricamente in grado di intercettare un asteroide abbastanza in tempo per cambiarne la rotta ed evitare così un impatto con la Terra, ma si tratta di una tecnologia che, finora, non è stata testata nello Spazio.

Con un monitoraggio di più di 700.000 rocce spaziali, la NASA è in grado di calcolare l’orbita del 90 per cento di asteroidi potenzialmente pericolosi.
Nel settembre 2013 il telescopio spaziale a luce infrarossa Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE) è stato destinato alla missione NEOWISE, per identificare oggetti vicini alla Terra potenzialmente pericolosi.