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Squalo vivo di 2 metri trovato sulla spiaggia di Ostia – VIDEO

ROMA – Uno squalo a Ostia. Una verdesca di circa 2 metri di lunghezza è stata trovata da un passante all’alba del 9 marzo sulla spiaggia romana.
Lo squalo era ancora vivo quando la Capitaneria di Porto è giunta sul posto.
Una squadra di marinai guidata dal comandante Fabrizio Ratto Vaquer è intervenuta per aiutare lo squalo, morto poco dopo.
Come ha raccontato Aldo Marinelli, l’uomo che per primo lo ha avvistato, lo squalo si muoveva sul bagnasciuga, all’altezza dello stabilimento Zenit sul lungomare Vespucci, cercando di tornare in mare.
L’esemplare era uno squalo femmina di circa 13 anni, e aveva in grembo due cuccioli, anch’essi morti.
Nel ventre sono stati rinvenuti anche tre embrioni non sviluppati.

Sebbene insolito, non è la prima volta che viene trovato uno squalo a Ostia, soprattutto in mare aperto.

Lo squalo a Ostia nel video di Aldo Marinelli

squalo a ostiaLa verdesca

Gli squali sono una realtà nel Mediterraneo anche se dovrebbero essere ben distanti dal bagnasciuga.

(Leggi anche: La verità sugli attacchi di squali: ecco perchè avvengono)

La verdesca, o squalo azzurro, è uno degli squali più prolifici nelle nostre acque, in particolare nell’Adriatico.
Rispetto ad alcuni suoi simili come il Grande Bianco, il Tigre o il Leuca, non è pericoloso, ma attacca solo se spaventato.
Si tratta di una specie a rischio estinzione a causa delle sue pinne, pietanza base di alcune ricette orientali.

La verdesca raramente morde gli esseri umani.
Dal 1580 fino al 2013, è stato coinvolto in 13 incidenti, quattro dei quali mortali.

Nel Mar Mediterraneo ci sono circa 46 specie di squali, con 16 di questi che misurano dai 3 metri di lunghezza in su.
15 di queste sono specie potenzialmente pericolose.


Squalo Mako pescato a Ostia

Uno degli squali più pericolosi del mondo, e raro nelle nostre acque, è stato avvistato a Ostia nel 2014.
Si tratta di un Mako, catturato in mare aperto da un gruppo di pescatori in cerca di tonni.

L’esemplare, lungo crica un metro, è riuscito a divincolarsi e sganciarsi dalla lisca, tornando in mare.

Sebbene siano molto rari nel Mediterraneo, non è la prima volta che un mako viene avvistato nei mari italiani.
Nell’aprile 2013 a Massa Lubrense, nelle acque dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella (Costiera Amalfitana), è stato pescato un esemplare femmina di pochi giorni di vita.

Lo squalo Mako

Lo squalo Mako (Isurus oxyrinchus) è un predatore del mare tanto affascinante quanto pericoloso.
Citato nel 1952 da Ernest Hemingway ne “Il vecchio e il mare”, anche se non lo sapete è una vera star cinematografica: la sua faccia è stata utilizzata da Spielberg per la locandina del film “Lo Squalo” ed è il protagonista del fanta-film “Blu Profondo”.

Si tratta di uno degli squali più veloci del mondo.
Grazie alla sua agilità riesce a raggiungere i 70 km/h, riuscendo a coprire lunghe distanze i poco tempo.
Un caso più famoso è quello di un Mako che percorse 2128 km in 37 giorni.

Ma soprattutto è una delle poche specie di squalo, come il grande squalo bianco o lo squalo pinna nera del reef, ad essere in grado di effettuare il breaching, ovvero la capacità di compiere grandi salti fuori la superficie dell’acqua, con balzi che lo sollevano completamente fino a 5 metri di altezza.

Bello e affascinante quanto letale.
Il Mako rientra nella rosa dei 5 squali più pericolosi del mondo, insieme al Grande Squalo Bianco, il Leuca, lo squalo Tigre, e il Longimano.

Ogni anno si registrano diversi attacchi all’uomo non provocati, anche se è d’obbligo sottolineare che non siamo le sue prede.
Semplicemente, alcuni squali possono scambiare un uomo per una foca o altri animali di cui si nutrono, e solitamente, si allontanano dopo uno massimo due morsi.
Purtroppo molte volte le ferite inflitte sono così gravi da far perdere la vita alla vittima.