Moncef Ben Moussa dal Bardo di Tunisi ai banchi del liceo Rossi di Roma

Direttore museo: “Fiducia in capacità giovani di costruire mondo migliore”

Roma – Il direttore del museo del Bardo di Tunisi Moncef Ben Moussa, a Roma per missioni scientifiche, ha visitato stamattina il liceo artistico ‘E. Rossi’ alla presenza del dirigente scolastico Mariagrazia Dardanelli, del dirigente tecnico della Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e per l’autonomia scolastica del Miur Flaminia Giorda e del promotore della smart community ‘Abili oltre’ Marino D’Angelo.

“Se il mondo si fosse chiamato Italia non ci sarebbero state ne’ prima ne’ seconda guerra mondiale”, dice con convinzione Ben Moussa, complimentandosi con gli studenti, riuniti in aula magna, per la bellezza dei lavori esposti nei corridoi e nei laboratori visitati nel corso della mattinata con la guida del dirigente scolastico Dardanelli. Opere che, continua Ben Moussa, “mi hanno permesso di fare un viaggio con voi e di capire perche’ gli italiani hanno nel loro pensiero questa dimensione universale, una capacita’ di capire gli altri ed accoglierli con l’ospitalita’ dovuta a chiunque venga da fuori”.

Parla di arte e liberta’, Ben Moussa, di quella “liberta’ di pensare l’arte” che in Tunisia e’ conquista recente, perche’ prima della rivoluzione “i percorsi erano gia’ immaginati e tracciati per la societa’ e per i giovani. Non si poteva produrre arte, come state facendo voi in questa scuola, perche’ l’arte permette liberta’ e immaginazione, e’ possibilita’ di incontro e comunicazione con gli altri, di capirli anche senza conoscerne la lingua. E questo era considerato pericoloso”. Una dimensione di liberta’ e di scambio che, secondo Ben Moussa, e’ presente in ogni forma d’arte, non solo nelle “opere esposte”, ma nella societa’ come “mezzo di comunicazione nobile, di istruzione”.

E’ emozionato il direttore, perche’ l’incontro con i ragazzi lo fa tornare indietro con i ricordi, a quando, prima di arrivare alla direzione del Bardo, camminava tra i banchi di scuola e gli studenti da insegnante. Un’esperienza che gli ha permesso di “nutrire fiducia nei giovani, nel futuro, nella capacita’ dell’uomo di garantire un mondo migliore”. Qual e’ l’emozione che le fa dire questa e’ arte? Come e’ entrata l’arte nella sua vita? Quali sono le misure di sicurezza che avete adottato dopo l’attentato del 2015? Queste solo alcune delle domande rivolte a Ben Moussa dagli studenti incuriositi dal racconto della sua esperienza. E nelle sue risposte Ben Moussa torna a parlare dell’Italia: “L’arte e’ entrata nella mia vita perche’ sono nato nel mondo dell’arte: sono nato in una casa italiana”; e poi: “Tre anni fa c’era un problema di sicurezza a Tunisi. Ora no, si puo’ venire tranquillamente da noi. E gli italiani sono stati gli unici stranieri che hanno continuato a visitare il museo dopo gli attentati del 2015”.

Una vicinanza, quella tra Italia e Tunisia, sottolineata anche da Dardanelli: “Noi italiani continuiamo ad esserci perche’ c’e’ una storia comune che ci unisce”. E infatti e’ italiano il progetto che prevede la realizzazione di una pedana trasparente e rialzata per consentire ai visitatori del Bardo di ammirare, senza calpestarli, i preziosi mosaici del II-IV secolo conservati nel museo. “L’intervento di Ben Moussa qui ha un significato importante- dichiara D’Angelo rivolgendosi ai ragazzi-. Voi avete avuto la liberta’ di potervi esprimervi perche’ i vostri nonni, i vostri padri hanno lottato per questo diritto. Liberta’ che va mantenuta e conquistata ogni giorno con l’impegno di tutti. L’arte e’ un grande motore dell’innovazione e del movimento sociale e voi avete la fortuna di occuparvi di arte di bellezza, di quella cultura che crea ponti”. Sull’importanza dello scambio tra culture che insiste anche Giorda: “Dall’incontro di oggi potra’ crearsi un rapporto piu’ ampio e stabile, che vi dara’ l’occasione di conoscere un’altra realta’ e di farvi conoscere fuori dai confini dell’Italia. Spero che questo incontro possa essere fruttuoso e possa evolvere in un’alleanza futura”. E Dardanelli conclude con una dichiarazione d’intento: “Dobbiamo creare un gemellaggio, una comunita’, con un liceo che si occupi di attivita’ artistiche a Tunisi e lottare insieme per difendere diritti e liberta’. L’unico mezzo trasversale per farlo e’ la cultura”.