Da Charlie Sheen a Freddie Mercury: le star che hanno contratto l'HIV

Da Charlie Sheen a Freddie Mercury: le star che hanno contratto l’HIV

Il 1° dicembre è la Giornata Mondiale contro l’AIDS

ROMA – Il 1° dicembre è la Giornata Mondiale contro l’AIDS.
In Italia, dal 1982 sono stati registrati circa 70mila casi di Aids.
Le persone affette da Aids o sieropositive che sono morte da allora sono oltre 40mila.
Informazione e profilassi sono gli strumenti fondamentali per combattere la malattia.

Più si parla di HIV e AIDS, tanto più lo stigma intorno alla malattia se ne andrà, e più gente farà il test e più conoscerà il proprio stato.
Questo è davvero l’unico modo per sperare un giorno di arrivare a zero con le nuove infezioni.

Ecco alcuni personaggi del mondo dello spettacolo, della musica e dello sport che hanno lottato o stanno lottando contro l’HIV.

CHARLIE SHEEN

Ha sconvolto il mondo di Hollywood la confessione di Charlie Sheen, che ha ammesso in diretta ai microfoni di Today nel 2015 di essere sieropositivo.
L’attore ha raccontato di aver ricevuto la diagnosi il 3 maggio del 2011, decidendo di fare coming out 4 anni dopo perché costantemente ricattato da persone che sapevano.
Sheen, (celebre per film come Platoon, The replicant, Hot Shoots, Wall Street) è sempre stato al centro dei gossip per i suoi comportamenti sessuali estremi, come per sua stessa ammissione, la frequentazione assidua di porno star e prostitute.

ROCK HUDSON
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Il divo di Hollywood è ormai ricordato come la prima star a rendere pubblica la sua condizione.
Il coming out avvenne con un comunicato stampa il 25 luglio 1985, un anno dopo la diagnosi.
Il “caso Rock Hudson” fu una bomba mediatica che scatenò una psicosi Hiv ad Hollywood.
Tuttavia, l’attenzione mediatica che ricevette fino alla sua morte – 2 ottobre 1985 – portò definitivamente l’AIDS all’attenzione dell’opinione pubblica in tutta la sua gravità.

FREDDIE MERCURY
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Il frontman dei Queen scoprì di avere l’HIV nel 1987.
Nascose la sua malattia anche ai membri della band, almeno fino al 1989, quando gli fu anche diagnosticato l’AIDS.
Solo il 23 novembre del 1991, il manager dei Queen, Jim Beach, consegnò alla stampa un comunicato ufficiale, dove il cantante spiegava la sua condizione.
“…Desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell’HIV e di aver contratto l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento al fine di proteggere la privacy di quanti mi circondano.”
Il 24 novembre del 1991, a meno di 24 ore dalla rivelazione, Freddie Mercury morì nella sua casa di Earls Court a Londra, a causa di una broncopolmonite aggravata da complicazioni dovute all’AIDS.

MAGIC JOHNSON
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Il campione dei Lakers, uno dei più grandi giocatori del basket del mondo, annunciò per la prima volta il ritiro dall’attività agonistica il 7 novembre del 1991, dichiarando anche di essere sieropositivo.
Aveva saputo di aver contratto l’HIV poche settimane prima.
Magic Johnson creò la Magic Johnson Foundation, una fondazione benefica nata con il fine di raccogliere finanziamenti da destinare a programmi per la lotta contro la diffusione dell’AIDS.
Nel 1992 entrò a far parte della Commissione Nazionale sull’AIDS, su invito dall’allora presidente degli Stati Uniti d’America George H. W. Bush e cercò di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo HIV e AIDS[, sindrome all’epoca ancora poco conosciuta e considerata pericolosa quasi esclusivamente per gli omosessuali e i tossicodipendenti.

ANTHONY PERKINS
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Il volto del serial killer Norman Bates combatteva con l’AIDS già durante le riprese di Psycho 3 nel 1986.
Fu il National Enquirer a diffondere nel 1992 la notizia della sua malattia, dopo che la rivista ricevette una soffiata dal tecnico di analisi del laboratorio dove aveva fatto analizzare un campione del suo sangue.
Morì poco tempo dopo, il 12 settembre del 1992.
Per ironia del destino, la vedova Berry Berenson morì l’11 settembre 2001 nel volo American Airlines 11 schiantatosi sulle Torri Gemelle.

JOHN HOLMES
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Con circa 2500 film hard alle spalle, John Holmes è uno dei porno attori più famosi del mondo – noto anche per il mito delle sue “dimensioni”.
Nel febbraio del 1986, sei mesi dopo essere risultato negativo al virus, Holmes fu stato diagnosticato HIV positivo.
Il suo penultimo film è “Carne bollente”, girato in Italia da Riccardo Schicchi.
All’epoca delle riprese, Holmes era già sieropositivo e nascose la sua malattia ai co-protagonisti prima di impegnarsi in rapporti sessuali non protetti durante le riprese.
E’ morto per complicazioni legate all’AIDS il 13 marzo del 1988, a 43 anni.

KEITH HARING

Il celebre artista statunitense, creatore dei famosissimi murales, contrasse la malattia a metà degli anni ’80.
Consapevole della gravità dell’Aids, ancor prima di contrarre il virus, Haring tentò di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della malattia imprimendolo nelle sue opere, come il celebre dipinto AIDS del 1985.
Il più grande murale mai realizzato in Europa, l’opera “Tuttomondo”, è anche l’ultima opera pubblica che riuscì a realizzare.
Un inno alla vita, che ricopre con i suoi 10 metri di altezza per 18 metri di larghezza  la parete esterna del convento di Sant’Antonio di Pisa.
Haring morì nel 1990 a soli 31 anni per complicazioni dovute all’Aids.