La prima volta al voto dei giovani in Calabria

REGGIO CALABRIA – Nella regione maglia nera della disoccupazione giovanile e dell’emigrazione che ne consegue, gli studenti non solo non si rassegnano allo stato di cose, ma propongono al governo la loro ricetta: più cultura e una drastica riduzione delle disuguaglianze. Per avere tutti un’opportunità.

Il momento elettorale, soprattutto il primo, è davvero importante. Se però per alcuni di questi ragazzi, come ci racconta Ilaria, è davvero entusiasmante, “il mio primo voto è un’emozione particolare, abbiamo davvero la possibilità di decidere per il nostro paese”, per Giuseppe invece il voto non è qualcosa in cui credere: “Non andrò a votare, non ci credo, mi sento estraneo alla politica. Non credo che attraverso questa espressione si possano raggiungere gli ideali dei cittadini. C’è troppa corruzione, soprattutto al Sud”.

Non è d’accordo Alessia, per lei il voto è dire “ci sono anche io”, inevitabile modo per partecipare alla società.

Ma come decidere a chi dare la propria preferenza? Chris ha le idee chiare: “ho letto i programmi e mi sono deciso per il meno peggio”. Dello stesso avviso anche Ilenia e Ilaria che si sono chieste quale programma fosse il più giusto ed adatto, perché grazie al voto si è “parte di una comunità”.

Nella scelta decisivo lo scambio di idee con i compagni e gli adulti ma anche, come sottolinea Alessia, il confronto con i docenti. Nessun dubbio invece per la legge elettorale che tante perplessità ha lasciato nei ragazzi delle altre regioni, “conosco il Rosatellum” chiosa Ilenia.

Non resta che capire quali debbano essere le priorità per il prossimo governo. L’attenzione alle politiche economiche sembra davvero importante, sembrano due i temi comuni ai quali i giovani calabresi non vogliono rinunciare: la cultura e la riduzione delle disuguaglianze.

“Il nostro paese è rinomato come polo culturale di spessore. Dobbiamo incentivare questa vocazione, la cultura è un bene essenziale e può aiutarci anche dal punto di vista economico.” Spiega Maria.

Le disuguaglianze, soprattutto quelle con le altre regioni, sono uno dei motivi principali per i quali Giuseppe non andrà al voto: “Questa, insieme al lavoro per i giovani è davvero la mia priorità assoluta” conclude.

“Una politica economica omogenea e corretta per valorizzare e non ridicolizzare il nostro territorio”. È questa la speranza di Ilenia. Speranza che maschera un bisogno impellente: far ritornare fiducia a chi non ne ha più. Magari anche a Giuseppe.