Scuola, autonomia come fondamento del successo formativo per tutti

Scuola, autonomia come fondamento del successo formativo per tutti

ROMA  – “L’autonomia scolastica e gli strumenti che abbiamo sono tutti mezzi che hanno un senso se aiutano a raggiungere un fine, che e’ il successo formativo per tutti”. Cosi’ Rosa de Pasquale all’agenzia di stampa Dire.

La scuola come luogo di crescita in cui poter sviluppare il proprio talento e realizzare le potenzialita’ dei singoli dunque. È questo il progetto portato avanti dal Miur, che in una nota diffusa dal dipartimento per il sistema educativo rilancia il modello pedagogico di don Milani, applicandolo ai nuovi scenari socio-culturali. Lo sviluppo tecnologico e didattico degli istituti, quindi, non deve offuscare le esigenze dei singoli alunni, la cui crescita e’ il vero fine della formazione scolastica.

“La crescita del singolo ma anche la crescita all’interno del gruppo classe che e’ la prima dimensione relazionale con cui si viene a contatto, la classe e’ come una piccola societa’, ed entrambe queste dimensioni vanno portate avanti valorizzando la diversita’ che crea ricchezza”, prosegue De Pasquale.

“Il senso della circolare ‘L’autonomia scolastica quale fondamento per il successo formativo di ognuno’ non e’ dire qualcosa di nuovo ma ribadire che la scuola oggi non ha solo una dimensione puramente disciplinare ma, in questa societa’ che ti chiede sempre piu’, bisogna lavorare sull’organizzazione di queste conoscenze e far capire agli alunni il perche’ sia necessario averle”. “La scuola ha il dovere di garantire una proposta di educazione e di istruzione di qualita’ per tutti – si legge nella nota – in cui ciascuno possa riconoscere e valorizzare le proprie inclinazioni, potenzialita’ e interessi, superando le difficolta’ e i limiti che si frappongono alla sua crescita come persona e come cittadino”.

Oggi l’attivita’ didattica e’ troppo spesso appesantita da processi burocratici che allontanano gli alunni dai docenti, ma gli obiettivi scolastici devono rispettare i ritmi di crescita e delle inclinazioni di ciascuno. La diversita’, dunque, non dev’essere intesa come ostacolo ma come occasione di confronto e dialogo nella classe, per sviluppare le identita’ personali e di gruppo. “Ogni singola realta’ scolastica – prosegue il documento – puo’ essere considerata come un laboratorio permanente di ricerca educativa e didattica nella quale, in un percorso di miglioramento continuo, il personale scolastico trova riconoscimento e crescita professionale adeguati alle sfide sempre piu’ complesse che si presentano”.

La scuola e’ oggi in grado di garantire percorsi specifici di apprendimento con pianti didattici specializzati sulle singole esigenze degli alunni, ma lo strumento piu’ importante resta l’umanita’ degli insegnanti, in grado di comprendere i bisogni dei ragazzi al di la’ dei protocolli. “È necessario – si ribadisce nella nota – avviare nei collegi docenti, nei dipartimenti disciplinari, nei consigli di classe e di interclasse, una riflessione sull’evoluzione del contesto normativo ed organizzativo della scuola italiana, anche dando impulso a momenti di scambio professionale per la valorizzazione delle competenze e la promozione di attivita’ di ricerca e sperimentazione didattica”.

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