Se lo smartphone dà dipendenza. Le domande dei giovani reporter del Croce-Aleramo di Roma

ROMA – Siamo davvero dipendenti dai nostri smartphone? Lo hanno chiesto i ragazzi della testata studentesca dell’istituto Croce-Aleramo di Roma, che hanno intervistato i passanti sul tema. Un’ora, massimo due o tre, ma c’è chi ipotizza “molto di più, almeno il doppio”.

Secondo gli intervistati è questo il tempo impiegato dai giovani sui loro smartphone, un’abitudine sbagliata ma purtroppo molto comune. “Me ne accorgo anche su di me- dice un passante- crea un pochino di dipendenza, per cui anche quando non ne hai bisogno tiri fuori lo smartphone, anche senza un motivo reale”.

Ma c’è chi non drammatizza, perché “è un cambiamento che c’è nella società in generale, per cui non è un problema se viene ben gestito”, e “non è detto che i nuovi modi di comunicare siano peggiori di quelli vecchi”, aggiunge un altro. L’importante, però, è non abusarne, perché, come dice una ragazza intervistata, “se vanno a sostituire le relazioni è un male”.

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