'Contraffare non è un affare', i giovani dicono no alla pirateria

‘Contraffare non è un affare’, i giovani dicono no alla pirateria

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ROMA – Cantano, disegnano e recitano per dire no alla contraffazione. Sono i ragazzi delle scuole elementari e medie che hanno partecipato al progetto ‘Peers say no’, dedicato all’educazione alla proprieta’ intellettuale. Questa mattina il museo Maxxi di Roma ha ospitato l’evento finale del progetto, condotto da Adiconsum, Consumedia, Skuola.Net e dall’istituto comprensivo Via Micheli di Roma.

“È la prima volta che abbiamo affrontato tematiche come la pirateria e la proprieta’ intellettuale- ha detto la dirigente scolastica dell’istituto, Pia Maria Nuccitelli- sono stata molto soddisfatta di vedere gli studenti aderire con molto entusiasmo”. E l’entuasiamo, infatti, non e’ mancato sul palco, dove i ragazzi si sono esibiti con rap, coreografie e rappresentazioni incentrate del tema della pirateria. Obiettivo di ‘Peers say no’ era infatti comunicare con un linguaggio semplice tematiche complesse come quelle del diritto d’autore e della contraffazione, per parlare ai ragazzi attraverso l’esperienza dei loro coetanei.

“Abbiamo voluto portare avanti questo progetto perche’ i numeri del mercato della pirateria sono preoccupanti, e purtroppo l’Italia detiene un triste primato- ha detto Carlo De Mai, presidente Audiconsum, associazione nazionale di consumatori promossa dalla Cisl- ma noi possiamo dire no a questo fenomeno e dimostrare che e’ possibile godere della creativita’ in modo legale”.

Alternate alle presentazioni dei lavori dei ragazzi, sono intervenute anche Francesca Arra, dell’ufficio Assistenza alle imprese per la lotta alla contraffazione, promozione della proprieta’ industriale e affari internazionali, e Marta Nicoletti, giornalista dell’Agenzia di stampa Dire che ha parlato ai ragazzi di copyright e diritto d’autore nel mondo dell’informazione.

“I ragazzi sono stati molto entusiasti dell’iniziativa e hanno realizzato tutti elaborati originali- ha commentato la professoressa Daniela Forni, referente del progetto del’ic Via Micheli- Possiamo dire che il progetto e’ arrivato ai vari ragazzi in maniera capillare e ha visto il coinvolgimento di piu’ discipline”.

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