Roma, alla ‘Macinghi Strozzi’ pietre inciampo per migranti morti in mare

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ROMA – Joshua, Abdullah, Osama, Latin, Mustapha. Sono solo alcuni dei nomi inseriti nella lista (redatta dall’associazione olandese United for Intercultural Action, ndr)degli oltre 34mila migranti morti nel Mar Mediterraneo negli ultimi 15 anni scelti dagli studenti di prima media della scuola ‘Macinghi Strozzi’ di Garbatella a Roma per le 24 pietre d’inciampo posizionate ieri nel giardino dell’istituto, che oggi ha anche aderito allo ‘sciopero alla rovescia’, partito dal liceo ‘Amaldi’ di Tor Bella Monaca. Accanto al nome o al non nome (NN), la data della morte in mare e il Paese di provenienza, scritti in nero sulle pietre colorate d’oro con il pennarello dalle mani dei circa 20 studenti della professoressa Federica Novelli. Gambia, Ghana, Afghanistan, Iran, ma anche Marocco e Russia, sono i Paesi lasciati per sempre da questi giovani viaggiatori, la maggior parte minorenni.

“I ragazzi hanno scelto soprattutto nomi di bambini, il più piccolo ricordato nelle nostre pietre aveva un mese- racconta all’agenzia di stampa Dire la professoressa Novelli- L’idea è nata parlando con gli studenti lunedì, il giorno dopo la Giornata della Memoria ed è legata alla celebrazione di questa giornata, per dare richiamo ad un genocidio dei nostri giorni, che sta accadendo nel Mar Mediterraneo. Parlando con due miei alunni di religione ebraica abbiamo deciso di realizzare queste pietre, mentre le terze medie hanno piantumato come ogni anno un ulivo nel piccolo Giardino dei Giusti che abbiamo nella scuola”.

Anche le pietre d’inciampo dedicate ai migranti sono state posizionate nel Giardino dei Giusti della scuola. “È stato l’inizio di un angolo del giardino che sarà dedicato ai migranti morti nel Mar Mediterraneo- continua Novelli- Di queste cose parliamo tutti i giorni e oggi tutta la scuola, a parte una professoressa, ha sospeso le lezioni per due ore per aderire allo sciopero”. “Non e’ giusto, non può essere così, stiamo assistendo ad un nuovo genocidio”, “Le carceri in Libia sono i nuovi campi di concentramento”. Queste le reazioni degli studenti alla lettura di ‘Lacrime di sale’, il libro del medico di Lampedusa Pietro Bartolo, ai cui racconti la professoressa Novelli ha dedicato le due ore di sciopero.

“Ho cercato di selezionare gli stralci un po’ meno duri, ma è stato difficile- confessa- Alcune storie sono davvero crudeli e gli studenti hanno reagito in un modo molto particolare”. Forse anche per l’abitudine a confrontarsi con il tema delle migrazioni. “Nella mia classe c’è un bambino egiziano, il padre è arrivato con i barconi una decina di anni fa- racconta- Poi c’è una bimba bielorussa, un bimbo moldavo, uno peruviano. C’è un confronto continuo, quotidiano, anche duro. Ci sono stati scontri religiosi, perché un bambino di religione ebraica ogni tanto litiga con un bambino musulmano. È una classe che da’ da fare, ma è propositiva, curiosa, e i ragazzi hanno voglia di stare tutti insieme. Sono loro che mi hanno proposto di fare un angolo del giardino dedicato al Mar Mediterraneo comprando piante e alberi. Non un piccolo cimitero- conclude- ma un modo per commemorare con una giornata e un luogo della scuola una battaglia che combattiamo tutti i giorni”.

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