Psicologa: "Voto 4 primo quadrimestre può essere problema"

Psicologa: “Voto 4 primo quadrimestre può essere problema”

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ROMA – “Per evitare un trauma, non è sbagliato ipotizzare un passaggio più dolce quando si passa in prima media. Se l’insufficienza dell’alunno è grave, si convocano i genitori e si dice: ‘Abbiamo messo un 5 in pagella a suo figlio per incoraggiarlo, ma l’insufficienza è grave, cercate di aiutarlo anche voi a casa’. L’importante è il dialogo”. Così Flavia Ferrazzoli, responsabile del servizio scuola dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) – che ha sportelli di supporto psicologico e ascolto rivolto ad alunni, docenti e genitori in oltre 140 scuole nel Lazio – plaude alla decisione della preside del ‘Viscontino’ di Roma di non dare voti al di sotto del 5 nelle pagelle del primo quadrimestre degli studenti della prima media.

“Vengono dalle elementari ed è il primo quadrimestre- spiega Ferrazzoli- mettere un 4 in pagella significa terrorizzarli. È chiaro che poi si butteranno giù. Sono d’accordo nell’utilizzare una via di incoraggiamento, l’importante è che i genitori siano messi al corrente della difficoltà, di quanto sia grave l’insufficienza indicata con il 5. Se al secondo quadrimestre questi alunni non recupereranno l’insufficienza, sarà ammesso il 4 in pagella ma non un voto inferiore- ricorda la psicologa- altrimenti la valutazione sarà vissuta in maniera umiliante da un bambino di prima media che non è ancora formato e va incoraggiato”.

Chi sono gli alunni di prima media? “Sono bambini fragili che si affacciano a un mondo completamente diverso- spiega la psicoterapeuta dell’IdO- cambia completamente il sistema scolastico: alle Medie affrontano una serie di materie che non sono abituati a studiare, un’impostazione che prevede tanti professori e viene meno quel rapporto accudente che certamente caratterizza le elementari. Si tratta di un cambiamento emotivo importante- sottolinea Ferrazzoli- a cui bisogna che questi ragazzi si adattino. Ve bene, allora, se al primo quadrimestre delle medie sia previsto un periodo di accoglienza, perché il ragazzo è frastornato. Questo significa che imparerà a prendere il 4 se si tratta di una insufficienza grave nel secondo quadrimestre”.

La psicoterapeuta ritorna sul necessario dialogo tra docenti e genitori. “È importante far capire alle famiglie che si sta lavorando al fianco dei figli. È vero che in generale i minori non sono abituati a tollerare la frustrazione, ma questo è un lavoro che deve avvenire in famiglia. Sono i genitori a dover insegnare ai figli a reggere la frustrazione non dando tutto e subito, non coccolandoli e proteggendoli sempre, non dicendo ‘Poverini, avete sempre ragione’ o ‘Ci pensa la mamma’. I genitori devono aiutare i figli a crescere e a gestire qualsiasi situazione nella vita, dai litigi con i compagni alle incomprensioni con i professori. La decisione della dirigente Rossana Piera Guglielmi- conclude la psicoterapeuta- dimostra una grande sensibilità verso gli studenti”.

 

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