'Up-prezzami', una campagna per fermare la discriminazione

‘Up-prezzami’, una campagna per fermare la discriminazione

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ROMA – “Ogni giorno, ognuno di noi, deve impegnarsi a strappare le proprie etichette e a smettere di attaccarne su gli altri, come fossero pacchi in un supermercato”. Dicono i ragazzi di ‘Up-prezzami. Non fermarti all’etichetta’, la campagna ideata da SottoSopra, il Movimento giovani per Save the Children, che vuole abbattere gli stereotipi e rompere le scatole in cui siamo imprigionati. In Italia, più di 3 studenti su 5 sono vittime di discriminazione, soprattutto a scuola, dove 9 ragazzi su 10 sono stati testimoni diretti di minacce e atti di emarginazione.

Sono i preoccupanti risultati che emergono da un nuovo sondaggio diffuso da Save the Children in occasione della Giornata internazionale contro le discriminazioni, che ricorrerà il prossimo 21 marzo. E’ per rispondere a questa emergenza che è nata la campagna ‘UP-prezzami’, realizzata nell’ambito del progetto ‘GenerAzione- insieme contro gli stereotipi di genere’ con il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità della presidenza del Consiglio dei Ministri. La campagna avrà l’obiettivo di accendere i riflettori su un tema che riguarda da vicino i giovani e di cui si parla troppo poco.

“La discriminazione esiste ed è pericolosa, fa male a tutti, a chi discrimina e a chi è discriminato. Dobbiamo smettere di chiudere gli occhi, smettere di trovare scuse, di dirci che sono scherzi tra ragazzi, che c’è una giusta motivazione- scrivono i giovani di SottoSopra nel manifesto della campagna- È per questo che serve l’impegno di tutti noi e, in particolare, chiediamo l’aiuto del mondo della scuola perché è lì che, per la metà dei ragazzi intervistati, si consuma la discriminazione”.

Secondo il sondaggio realizzato in tutta Italia su un campione di 2.000 studenti e studentesse delle scuole superiori, infatti, la scuola e’ il luogo principale (45% dei casi) dove i giovani assistono a discriminazioni nei confronti dei loro compagni di pari età, seguita dal contesto della strada (30%) e dai social (21%).

Il 61% degli studenti intervistati ha subìto direttamente situazioni di discriminazione dai propri coetanei. Tra questi, il 19% ha dichiarato di essere stato emarginato dal gruppo, mentre il 17% è stato vittima di brutte voci messe in giro sul proprio conto, il 16% deriso e 1 su 10 ha subito furti, minacce o pestaggi. Tra chi ha subito discriminazioni, il 32% ha scelto di rivolgersi ai genitori, un altro 32% ha preferito parlarne agli amici, mentre un significativo 31% non si e’ rivolto a nessuno.

“I giovani di SottoSopra hanno voluto accendere i riflettori su un tema che li tocca da vicino e di cui ritengono si parli troppo poco- ha affermato Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children- Per farlo, si sono cimentati per la prima volta, con il supporto di esperti, nella costruzione di una campagna di sensibilizzazione, in tutte le sue fasi, dalla scelta degli slogan fino alla realizzazione di un video”.

Le categorie di persone a rischio discriminazione, nell’88% dei casi sono le persone omosessuali, seguite da persone di origine rom e persone grasse (entrambi all’85%), persone di colore (82%), di religione islamica (76%), poveri (71%), persone con disabilità (67%), arabi (67%), asiatici ed ebrei (53% per entrambi).

Una tendenza negativa che i giovani di ‘Up-prezzami’ sperano di interrompere diffondendo la campagna anche sui social con l’hashtag #UPprezzami e sfidando i propri amici e familiari a postare foto e video disegnandosi un codice a barre sulla guancia. Un invito a liberarsi dalle etichette e a dire no alle discriminazioni.

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