Zerocalcare prof per un giorno: "Fumetto è linguaggio diretto ma complesso"

Zerocalcare prof per un giorno: “Fumetto è linguaggio diretto ma complesso”

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ROMA – Felpa, scarpe da ginnastica e linguaggio genuino. Se non fosse per la differenza d’età, Zerocalcare si potrebbe quasi confondere con i trecento ragazzi delle scuole superiori che questa mattina hanno visitato la sua mostra ‘Scavare fossati – nutrire coccodrilli’, allestita al Museo Maxxi di Roma. Un incontro realizzato nell’ambito del progetto ‘La città incantata’, promosso dalla Regione Lazio per avvicinare i giovani al mondo della letteratura disegnata, quella del fumetto.

Dopo l’incontro con Sara Pichelli, disegnatrice di ‘Spider Man’, oggi a salire in cattedra è stato Michele Rech, non solo un fumettista ma anche un narratore dei nostri tempi, che ha approfondito con i ragazzi le tecniche e i messaggi delle sue opere. Un dialogo senza filtri che ha fatto emergere tutta la fragilità e la rabbia di una generazione, quella degli anni ’90, cresciuta tra precariato e disillusione.

“Quello che mi chiedo quando i giovani guardano la mostra e’ come riescono a decodificare le immagini degli ultimi 15 anni, che alludono a un tempo non lontanissimo, ma che a me sembra un’altra epoca geologica- commenta l’artista all’agenzia di stampa Dire- il fumetto è un linguaggio diretto ma complesso, quindi non è detto che i giovani lo capiscano subito”. Eppure il suo messaggio arriva e scuote i giovani studenti. Elisa, 18 anni, ha letto tutti i suoi libri e li sta facendo conoscere ai fratelli più piccoli. “I suoi disegni a primo impatto sembrano brutti, ma sono interessanti i temi e il modo in cui li tratta- racconta alla Dire- per me è un vero mito, perché mi fa pensare e allo stesso tempo ridere”.

Per Lorenzo, invece, è “un autore che ha saputo esprimersi e raccontare le sue storie rimanendo attaccato al suo territorio”, mentre Veronica e’ affascinata dal “linguaggio diretto, perché non si fa scrupoli a dire le cose come le pensa”. Suddivisa in quattro percorsi tematici (Pop, Tribù, Lotte e Resistenze, Non-Reportage), la mostra ripercorre la carriera di Zerocalcare a partire dai primi lavori abbozzati sui taccuini fino alle locandine realizzate per scioperi e cortei.

“Disegno fumetti da sempre- racconta ai ragazzi- ma solo dai 27 anni, quando ho aperto il mio blog, e’ cominciato a diventare un lavoro”. Topolino, Corriere dei piccoli e Lupo Alberto la sua fonte di ispirazione, assieme ai supereroi e ai manga. “Nei fumetti cerco di scrivere nella maniera più fedele la realtà che vivo- aggiunge, per poi offrire un consiglio ai ragazzi- quando fate un fumetto cercate di andare sempre avanti senza fermarvi alle imperfezioni. I fumetti non devono essere belli ma comprensibili.” I ragazzi, infatti, al termine degli incontri con gli artisti dovranno realizzare un racconto a fumetti prendendo spunto dalle illustrazioni dei loro idoli. Il percorso sperimentale, curato dal Progetto ABC (Arte Bellezza Cultura), si rivolge alle scuole superiori di Roma e del Lazio, i cui lavori migliori saranno pubblicati in un volume.

“Vorrei riprendere dal suo stile l’espressione che riesce a trasmettere nei suoi disegni”, commenta Marco, studente dell’istituto grafico Rossellini di Roma, che disegna sin dai tempi delle medie. Per lui la tavola più incisiva è quella scelta per rappresentare la mostra: un enorme cuore rosso che pulsa malgrado il grigiore che lo circonda. 

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