Al cinema arriva BANGLA, l'amore con l'Occidente "non s'ha da fare"

Al cinema arriva BANGLA, l’amore con l’Occidente “non s’ha da fare”

Dal 16 maggio al cinema
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ROMA –  50% bangla, 50 % Italia e 100% Torpigna. Questi sono i tratti distintivi di Phaim, il protagonista di Bangla insieme ad Asia,  interpretata dalla giovane promessa del cinema Carlotta AntonelliDiretto dallo stesso Phaim Bhuiyan e prodotto da TIMVISION e Fandango, la pellicola arriva il 16 maggio al cinema.

Se milioni di anni fa Sparta e Troia guerreggiavano per il rapimento della bella Elena di Troia, oggi Phaim – bengalese di Torpignattara, volgarmente noto come “Torpigna” –  cerca di lottare con tutte le sue forze per la sua amata occidentale Asia. La ‘Sparta’ di Phaim è la tradizione familiare che non gli permette in alcun modo di fare l’amore con l’Occidente. Anzi, a dir la verità, Phaim non può proprio amoreggiare a causa della cintura di castità che la sua religione lo vuole puro fino al matrimonio, che dovrà essere con una ragazza della sua stessa etnia. In poche parole, se tutti fanno sesso Phaim non può. A fornire risposte utili e riflessioni al ragazzo c’è Matteo, interpretato da un carismatico Simone Liberati: una rivisitazione dell’Oracolo di Delfi ‘made in borgata’ di poche parole ma buone.

Bangla è uno di quei film che ti ipnotizzano per il loro essere, al tempo stesso, semplici, esilaranti ed irresistibili. Nato a seguito del servizio, di cui è stato il protagonista, andato in onda su Nemo – Nessuno escluso su una problematica personale, ovvero le ragazze, il film è una storia frizzante che sa di carbonara ma anche di curry. Insomma, un racconto – scritto e girato in modo semplice ma efficace – che porta al cinema l’incontro tra due culture e che si domanda e risponde al ‘dubbio amtletico’: “Cosa vuol dire per un giovane di vent’anni, italiano di seconda generazione e musulmano, vivere in un mondo spesso così lontano dai precetti dell’Islam, soprattutto per quanto riguarda la sfera relazionale e sessuale?”.

Abbiamo sviluppato la sceneggiatura, basata essenzialmente sulla mia vita – ha raccontato il regista – cercando di raccontarla nei suoi aspetti quotidiani con sguardo comico, affettuoso ma anche pungente. L’urto col mondo occidentale, le differenze generazionali all’interno della mia stessa famiglia e, soprattutto, l’arrivo dell’amore attraverso l’incontro con una ragazza, il confronto col mondo femminile. Un mondo che non risponde alle stesse regole che mi hanno insegnato, ma, anzi, sembra andare nella direzione opposta – continua Phaim – Abbiamo cercato di portare il conflitto tra religione e desiderio sul piano personale, raccontandolo come una battaglia quotidiana, una gara di volontà e di resistenza, provando a declinarlo sotto i vari aspetti, non solo religioso e affettivo ma anche relazionale, familiare, sociale. Ne è venuto fuori una sorta di piccolo affresco in cui i personaggi si muovono continuamente in bilico tra obblighi e desideri, alla ricerca di un’identità necessariamente sfaccettata”.

Bangla, la sinossi

Phaim è un giovane musulmano di origini bengalesi nato in Italia 22 anni fa. Vive con la sua famiglia a Torpignattara, quartiere multietnico di Roma, lavora come steward in un museo e suona in un gruppo. E’ proprio in occasione di un concerto che incontra Asia, suo esatto opposto: istinto puro, nessuna regola. Tra i due l’attrazione scatta immediata e Phaim dovrà capire come conciliare il suo amore per la ragazza con la più inviolabile delle regole dell’Islam: la castità prima del matrimonio.

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