INTERVISTA| Faccia a faccia con Jinzo, il volto delle sneaker masks

INTERVISTA| Faccia a faccia con Jinzo, il volto delle sneaker masks

Ecco quello che ci ha raccontato l'artista in occasione della quinta edizione di Kickit
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Ha ventiquattro anni, è di Fagnano Olona e nella sua testa tanti sogni e tante idee. Lui è Samuele Donato, in arte Jinzo, che si è ritagliato un posto nel mondo dello streetwear con la realizzazione  delle sneaker masks. Il giovane creativo è stato tra gli ospiti speciali della quinta edizione di Kickit – il market numero uno in Italia dedicato allo streetwear e alle sneakers fondato da Fabrizio Efrati – che si è tenuto lo scorso 5 maggio all’Atlantico di Roma. All’evento amato dai giovani modaioli, presenti tanti progetti realizzati da giovani designer italiani. Tra questi, sono spiccati le sneaker masks: maschere per il volto create a partire da modelli di scarpe iconici. Una creazione che richiama l’attenzione di coloro che sono appassionati di sneakers e degli snowboarder.

Nel corso di Kickit, che ha voluto dedicare il suo quinto compleanno ai creativi under 25 e al Made in Italy, abbiamo scambiato due chiacchiere con Jinzo, immergendosi completamente nella sua passione artistica.

Come è nata l’idea di realizzare sneaker masks?

In generale, a me piace il Giappone. Mi affascinano le armature da samurai. Da questa passione ho iniziato a smontare sneakers per realizzare maschere. L’idea è nata per gioco. Qualche tempo fa ho acquistato un paio di Air Max. Dopo essersi rovinate ho staccato pezzo per pezzo e ho avuto l’idea di creare una maschera.

Chi acquista le tue maschere?

Le mie maschere sono nate per gli appassionati di sneakers e per gli snowboarder. Per i primi, è un accessorio puramente estetico. Per i secondi, invece, il discorso è diverso. Oltre a un senso estetico, sto cercando di dargli una funzionalità. Per esempio, le ho fatte provare a chi pratica snowboard perché non hanno una protezione ma solo un passamontagna che li ripara del freddo”.

La maschera a cui sei più legato?

La maschera a cui sono più legato è quella nata da un paio di Air Max Tavas, realizzata ad hoc per coloro che praticano lo snowboard. Quello che mi piace di più è proprio questo: partire da un prodotto, smontarlo e dargli una nuova vita, un nuovo utilizzo. E’ questa l’essenza della creatività e del mio lavoro”.

Cosa rappresenta per te KICKIT?

“È il primo anno che vengo a Kickit, mi ha invitato Fabrizio Efrati, il founder del market di streetwear. In questo mondo ci sono appena entrato ed è molto bello perché c’è un sacco di gente. Qui si può condividere una passione si possono conoscere molte realtà di ragazzi creativi che hanno voglia di fare e di mettersi in gioco. Questo mi piace molto. Kickit è una bella iniziativa“.

Per chi volesse conoscere la tua arte, quale social 

Per tutti coloro che volessero contattarmi, possono trovarmi su Instagram digitando @Jinzo.sneakermasks“. 

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it