Maturità. Roma, studenti e docenti esprimono i loro dubbi

Maturità. Roma, studenti e docenti esprimono i loro dubbi

A pochi giorni dall'Esame di Stato diregiovani.it a raccolto preoccupazioni e speranze
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ROMA – La temuta maturità 2019 è ormai alle porte, ma il mondo della scuola è pronto alle novità introdotte quest’anno? Se la prima prova scritta cambia sopratutto nelle tracce e tipologie proposte, la seconda si espande includendo le “materie caratterizzanti dell’indirizzo di studio”: latino e greco per il classico, matematica e fisica per lo scientifico. La terza prova scompare, quindi, a profitto della seconda.

“Il grosso del lavoro è stato per la preparazione della seconda prova- afferma la vicepreside Marina di Foggia dell’IIS ‘Luigi Einaudi’ di Roma- dove c’è una partecipazione diretta della commissione nell’elaborazione dello scritto”. Effettivamente è questa la prova che spaventa di più anche gli studenti, che vedono cosi’ realizzarsi l’incubo di avere entrambe le materie principali nello stesso scritto, come sostengono molti dei ragazzi intervistati da diregiovani.it, fra cui Irene del liceo ‘Avogadro’ di Roma: “La seconda prova per noi studenti dello scientifico rimane il peggior incubo, per qualcuno il fatto che ci sia anche fisica e’ un vantaggio e per qualcun altro il contrario”.

E l’abolizione della terza prova? Se molti studenti si dicono sollevati per la scomparsa del ‘quizzone’, lo stesso non vale per alcuni docenti: “personalmente, ritengo che l’eliminazione della terza prova scritta sia stato un disincentivo allo studio sistematico delle varie discipline- afferma la professoressa Antonella Romani del liceo ‘Nomentano’ di Roma- così è stata quasi immediatamente recepita dagli studenti”. “A mio avviso- continua la professoressa Romani- l’unico punto qualificante del nuovo esame è il rilievo dato a Cittadinanza e Costituzione; c’è un grande bisogno di approfondimenti trasversali su argomenti e valori civici, dunque questo mi sembra l’aspetto più significativo del nuovo esame”.

Le perplessità di studenti e professori sembrano superare nettamente le valutazioni positive, sopratutto riguardo ai tempi e alle modalità delle modifiche apportate. “Sono molte le perplessità e soprattutto le ansie da parte dei ragazzi- sostiene la professoressa Silvia Moro del liceo ‘Avogadro’ di Roma- la tempistica è stata scellerata, troppe le novità introdotte, senza dare il tempo per un’adeguata formazione ai docenti e per la preparazione degli studenti; la riforma è forse giusta nelle intenzioni, ma avrebbe dovuto partire almeno dalle quarte ed essere applicata l’anno prossimo per poter fare una programmazione efficace e affrontare in modo serio tutti questi cambiamenti”.

Esprime le stesse critiche la professoressa Chiara De Pietro del liceo ‘Nomentano’: “insomma, a detta di tutti, si poteva tranquillamente far partire le operazioni del nuovo esame per l’anno prossimo e usare questo per transitarvi adeguatamente. Non abbiamo capito la fretta di questo cambiamento o forse era solo per far vedere che ci sarebbe stato un cambiamento?”. Travolti da queste trasformazioni vorticose e rapide, in mezzo all’occhio del ciclone rimangono sempre gli studenti: “il mio pensiero principale è che mi sento spaesata- confessa Anna del liceo ‘Avogadro’- non so a cosa andrò in contro con questo nuovo orale e ciò vale anche per i miei professori, i quali sembrano più impreparati di noi”.

Il nuovo esame orale, con la soppressione della tesina e l’introduzione delle famose buste per la selezione degli argomenti, è ciò che spaventa di più i maturandi, come racconta con ironia Irene del liceo ‘Avogadro’: “Ma la vera novità è la mitica busta! Durante l’orale ci verrà chiesto di scegliere tra tre buste, ognuna contenente uno spunto tematico da cui iniziare un discorso, che possa in qualche modo spaziare tra i programmi svolti in tutte le materie. Di ansia ce n’è proprio tanta nell’aria, d’altronde ce la giochiamo un po’ a sorte quest’orale”.

Ma diciamocelo, non c’è mai stato un esame di maturità senza ansie, quindi come fronteggiarlo? Sicuramente, come suggerisce Irene, prendendola con filosofia e cercando di guardare il bicchiere mezzo pieno: “insomma, siamo i primi ad affrontare il nuovo esame, i professori hanno provato a guidarci in tutti modi, ma bendati, con le indicazioni confuse del Miur che arrivavano piano piano; speriamo che alla fine in questo gioco delle buste vinca la clemenza, e che questo fatto di essere un po’ cavie sia a nostro vantaggio e ci salvi. Tanto dopo cinque anni, se hai studiato, se hai fatto il tuo dovere, o tutto il contrario, comunque all’esame un po’ te la giochi e la tua unica certezza è la meta che raggiungi: il viaggio di maturità! Quello sì che è una motivazione”.

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