'Penso a te', solidarietà a Roma tra i banchi del 'Poggiali-Spizzichino'

‘Penso a te’, solidarietà a Roma tra i banchi del ‘Poggiali-Spizzichino’

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ROMA – Una scuola dove la solidarietà verso il compagno di banco e verso chi ne ha bisogno è straordinariamente normale. È questo l’obiettivo dell’istituto comprensivo ‘Poggiali-Spizzichino’ di Roma che ha promosso e realizzato il progetto ‘Penso a te. Solidarietà di banco’. Azioni concrete che hanno l’obiettivo di aiutare chi ne ha più bisogno attraverso la partecipazione di tutta la comunità scolastica.

“La scuola è nel quartiere Montagnola, la nostra zona ospita anche una casa famiglia per mamme vittime di violenze coniugali- spiega Bruna Marsili, una mamma che fa parte del Consiglio d’istituto- In classe di mia figlia c’era un bambino in difficoltà. Conoscere lui e la sua mamma mi ha aperto un mondo. Ho capito subito che le collette della classe non gli avrebbero garantito il diritto allo studio come a tutti i suoi compagni di classe. E che aiutare solo lui non avrebbe risolto la situazione, almeno nel nostro plesso. Bisognava guardare con altri occhi, più in grande. Ho sfruttato il mio ruolo al consiglio d’istituto e ho proposto di creare un fondo di solidarietà dedicato alle famiglie disagiate, proprio per garantire il diritto allo studio a tutti i ragazzi”.

“A scuola i ragazzi devono sentirsi sereni e uguali. Senza discriminazioni- continua Bruna Marsili- il giorno prima del mio compleanno, l’11 marzo 2019, il regolamento fondo di solidarietà è stato approvato all’unanimità da tutti i membri del consiglio d’istituto, e pochi giorni fa, si e’ votato per includerlo nel dell’istituto stesso”. “Sarebbe utile, utilissimo, prenderci cura dei bambini con la cultura. Vorrei che se ne parlasse- conclude- in modo che anche altri genitori e docenti possano prendere spunto dal nostro lavoro e proporlo nei loro plessi scolastici”.

Ma cosa prevede nello specifico l’iniziativa? Sostanzialmente “la costituzione del fondo di solidarietà dedicato alle famiglie che frequentano le classi con Isee zero e/o segnalate dagli assistenti sociali- spiegano dalla scuola in una nota- una disponibilità economica che offre ai bambini disagiati, la possibilità di partecipare a gite, pullman, laboratori, spettacoli teatrali e progetti scolastici in genere, eventi che necessitano di un contributo economico da parte delle famiglie. In questo modo si offre a tutte le famiglie della scuola, l’opportunità di educare i propri bambini al passo degli altri, attraverso fondi, progetti e gesti di solidarietà dedicati”.

Una buona pratica che può essere facilmente replicata da tutte le scuole, istituendo un fondo di solidarietà analogo ma anche promuovendo incontri interculturali; un banco alimentare per raccogliere e creare ad esempio pacchi natalizi per i compagni bisognosi; riciclando il proprio grembiule ma anche astucci, zaini e libri in buone condizioni e portando ciascuno un quaderno in più da mettere a disposizione. Alla base di tutto dunque la consapevolezza che solidarietà significa anche sensibilizzare ed educare gli alunni a conoscere e prendere coscienza delle diversità che esistono tra compagni di classe e nel mondo.

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