Catania, giornalismo locale e fotografia alla Summer School della Dire

Catania, giornalismo locale e fotografia alla Summer School della Dire

Secondo giorno di incontri e formazione
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CATANIA – Cronaca cittadina, giornalismo multimediale e fotogiornalismo sono stati gli argomenti trattati durante la seconda giornata di Summer School dell’agenzia di stampa Dire e diregiovani.it al liceo ‘G. Galilei’ di Catania. Gli studenti hanno incontrato Pietro Nicosia, direttore responsabile di YVII TV, testata giornalistica e TG on line di informazione locale.

“Raccontare il proprio territorio, diffondendo notizie locali- spiega Nicosia- significa informare quotidianamente una comunità e svolgere una funzione di utilità sociale di fronte a disagi e disservizi di un’amministrazione comunale che viene, in tal modo, sensibilizzata a migliorarsi”.

La cronaca e i luoghi non vengono raccontati solo attraverso le parole. Le notizie vengono, inoltre, diffuse attraverso produzioni multimediali: “Cronaca nera, politica, sport, attualità, spettacolo- ricorda il giornalista e fotografo catanese- sono corredate di video e di immagini che raccontano la notizia. Ci sono foto iconiche che testimoniano una vicenda e che, da sole, hanno fatto la storia di un’epoca, di una guerra, di un fenomeno sociale o di una catastrofe naturale”.

Nicosia mostra ‘Morte di un soldato lealista’, la foto scattata durante la guerra civile spagnola degli anni ’30 dal fotografo americano Robert Kapa; lo scatto di Nick Ut in un’istantanea a Kim Phúc, la bambina vietnamita di 9 anni che corre urlando dal dolore in seguito ad un bombardamento al napalm nel 1972, nei pressi di Saigon. Non manca la foto della fotoreporter turca Nilufer Demir del corpicino senza vita di Alan Kurdi, il bambino di tre anni di origini curdo-siriane, trovato sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia.

“Il piccolo Alan indossava una maglietta rossa- spiega Pietro Nicosia- e non è casuale. I suoi genitori avevano scelto di fargli indossare quell’indumento perché il rosso è il colore che si nota di più in mezzo al mare. La foto del bambino che scappava dalla guerra in Siria ha fatto il giro del mondo ed è diventata simbolo della crisi dei migranti in Europa”. 

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