RECENSIONE| My name is Sara: una storia di coraggio senza filtri

RECENSIONE| My name is Sara: una storia di coraggio senza filtri

Tratto da una storia vera
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5/5

ROMA – Una storia vera. Un ‘pugno nello stomaco’. My Name is Sara, prossimamente al cinema, racconta la difficile lotta per la sopravvivenza di Sara Góralnik, interpretata da una straordinaria Zuzanna Surowy: un’ebrea polacca di soli 13 anni alla quale i nazisti hanno strappato l’intera famiglia, lasciandola abbandonata al suo destino con un vestito verde con il colletto bianco e un paio di scarpe. Dopo un’estenuante fuga nella campagna ucraina, Sara ruba l’identità della sua migliore amica cristiana e trova rifugio in un piccolo villaggio, dove viene accolta da un contadino e dalla sua giovane moglie. Presto scoprirà gli oscuri segreti del matrimonio dei suoi datori di lavoro, che si aggiungeranno a quello ancora più grande che deve sforzarsi di proteggere: la sua vera identità.

Sara Shapiro è morta di recente – ha raccontato il regista Steven Oritt – ma non prima di riuscire a raccontare, in tutti i suoi dettagli, l’orrore di ciò che aveva dovuto sopportare per vivere. Le sue memorie sono state la base del mio film, e hanno fornito agli sceneggiatori una struttura che siamo riusciti insieme a far diventare una storia. Nonostante alcuni personaggi minori del film siano inventati, la maggior parte dei protagonisti e dei fatti raccontati sono basati su eventi reali“.

La pellicola, presentata in anteprima mondiale alla 49esima edizione del Giffoni Film Fest, segna il debutto alla regia di Steven Oritt, che ha voluto fortemente portare sul grande schermo la storia di Sara. Con la sua cinepresa ha catturato senza filtri il dramma della protagonista – che ha dovuto imparare presto il significato di Shoah – con estrema sensibilità, poesia, delicatezza e realismo. 

My Name is Sara – scritto da David Himmelstein e prodotto da Mickey Shapiro (figlio della Góralnik e membro del consiglio della USC Shoah Foundation) – è un film fatto di dialoghi ben scritti e di sospiri e di silenzi che valgono più di mille parole. La pellicola, emozionante e cruda, è un esempio di quanto il coraggio e la forza possano spingerci a superare qualsiasi situazione. 

My name is Sara, il debutto ben riuscito di Oritt

“My Name Is Sara è il mio film di debutto, una storia profondamente personale che mi fu raccontatanel 2014 dalla stessa donna che l’aveva vissuta. Il suo nome da sposata era Sara Shapiro – ha raccontato il regista – e per oltre 50 anni aveva nascosto questa incredibile storia vera alla sua stessa famiglia, scegliendo di rivelarla solo nella sua vecchiaia.  Il film è stato sviluppato e finanziato totalmente in America, ma è stato girato, montato e post-prodotto in Polonia. A parte me stesso, l’intero cast tecnico è composto da maestranze provenientidall’industria cinematografica polacca; il nostro cast artistico include attori polacchi, tedeschi, russi e ucraini. Il ruolo della tredicenne Sara è stato il più complesso da affidare. Il nostro tentativo iniziale di coinvolgere un’attrice professionista non ha avuto successo, e così abbiamo fatto deiprovini in Polonia, ai quali hanno partecipato più di 650 giovani. Tra di loro abbiamo trovato unaragazza che nonostante l’inglese stentato ha dato prova di grandi capacità attoriali, per essere alleprime armi”.

E conclude:

“My Name Is Sara è stato il progetto più gratificante della mia carriera e sono davvero fiero di quello che io e il mio team siamo riusciti a creare. Sono estremamente grato di poter raccontare la storia di Sara a tutto il mondo e spero che così facendo si possa fare luce sulle ombre del suo passato”.

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