WeFree Days, San Patrignano apre le porte agli studenti

WeFree Days, San Patrignano apre le porte agli studenti

Due giorni sulla prevenzione con oltre 2000 ragazzi
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SAN PATRIGNANO – Tante storie di riscatto al centro della prima giornata del WeFree Days, la due giorni sulla prevenzione organizzata dalla comunità San Patrignano e dedicata a oltre 2000 studenti da tutta Italia. Storie vere di vita, di ragazze e ragazzi che hanno attraversato situazioni difficili, conflitti familiari e solitudine. Ma soprattutto storie di fallimenti che possono trasformarsi in lezioni di vita. Come l’esperienza di Diego e Federica che dalle province di Perugia e dal Golfo di Policastro sono arrivati alla tossicodipendenza, attraverso percorsi diversi, per poi ritrovarsi entrambi a riscoprire l’affetto dei genitori.

Secondo la testimonianza di Federico Samaden, autore del libro ‘Fotogrammi stupefacenti’, “ai ragazzi oggi bisogna insegnare che gli errori non sono una malattia inguaribile ma una componente essenziale del proprio percorso di crescita e quindi non bisogna averne paura. Perché se io mi guardo indietro ho imparato molto di più dai miei errori che non dalle cose che ho fatto giuste. In un epoca così piena di solitudini i ragazzi hanno paura di molte cose. Hanno grandissime insicurezze e il timore di sbagliare la fa da padrone dentro di loro. Ecco, noi dobbiamo aiutarli con tutte le nostre forze a non aver paura”.

L’evento, che prevede spettacoli, incontri e workshop, gode dell’Alto Patronato della Presidente della Repubblica, del patrocinio della regione Emilia Romagna e del Comune di Rimini ed è realizzato grazie al sostegno di Conad e con la media partnership di QN – Poligrafici editoriali. Nella giornata di oggi lo spettacolo messo in scena è stato ‘Ragazzi permale’ mentre ‘Capelli in libertà’, ‘One planet one future e WeFree’, ‘Sano divertimento’, ‘Lascia il segno’ e ‘Amici a quattro zampe’ sono alcuni tra i workshop interattivi a cui hanno potuto partecipare gli studenti. Presenti alla giornata anche la Polizia di Stato che ha realizzato attività di sensibilizzazione alla sicurezza ferroviaria. Tema di rilievo quest’anno è anche il riciclo e la cura dell’ambiente, oltre come sempre, alla formazione e all’educazione di giovani e adulti.

“Anche il sistema scolastico- ha aggiunto Federico Samaden- deve riflettere perché è troppo strutturato su un giudizio freddo. Per esempio: un ragazzo una mattina ha una verifica e magari la sera prima i propri genitori si sono presi a botte oppure lui ha preso le botte da suo padre alcolizzato. Però si alza comunque, va a fare questa verifica, nell’angoscia e nel peso che porta quel giorno la verifica non va bene. Ma il consiglio di classe non è che valuta tutto quello che è successo a quel ragazzo. Valuta solo quella verifica che è andata male”.

Una testimonianza di forza è quella di Alberto Meroni, autore del libro ‘Scoprirsi Down’ che ai giovani ha ricordato: “la vita è bella e bisogna viverla, anche con un cromosoma in più”. Ma è stato soprattutto lo spettacolo ‘Ragazzi permale’ a mettere in luce l’importanza di quell’affetto e amore che sono fondamentali per i bambini e che poi da adulti non siamo più in grado di chiedere.

“Un essere umano avrebbe bisogno di sette abbracci al giorno” ha affermato dal palco Francesco Apolloni, regista e attore che ha condotto lo spettacolo, invitando i ragazzi in platea ad alzarsi e abbracciarsi. Poi, un enorme palla gonfiabile è stata lanciata tra gli studenti per condurla insieme con le mani verso il palco, grande metafora del “mondo che vorremmo” e che solo grazie agli altri possiamo realizzare.

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