Né buoni né cattivi, educatori e insegnanti per gestione conflitti

Né buoni né cattivi, educatori e insegnanti per gestione conflitti

A Milano il convegno del centro psico-pedagogico
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MILANO – ‘Né buoni né cattivi’ è il titolo del convegno nazionale che il Cpp, centro psico-pedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti ha organizzato sabato scorso a Milano in un teatro ‘Dal Verme’ affollato di educatori, insegnanti, psicologi, arrivati da tutt’Italia. Un appuntamento con relatori di tutto rispetto come il criminologo Adolfo Ceretti, la pedagogista Milena Santerini, il maestro Franco Lorenzoni, l’attore Giacomo Poretti, il neurobiologo Alberto Oliverio, il consigliere comunale Paolo Limonta e il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il responsabile della formazione del Cpp, Paolo Ragusa.

A fare da padrone di casa il pedagogista e scrittore Daniele Novara che non ha risparmiato critiche al nostro Paese dove “le punizioni corporali sono vietate a scuola ma non in famiglia”. Novara ha puntato il dito anche sulla scuola: “Smettiamola di cercare i bulli tra i bambini. I bambini ce la fanno cento volte di più degli adulti. Che senso ha cercare i bulli alla scuola dell’infanzia?”. Per poi lanciare un appello ai media, “evitiamo di usare il termine conflitto come sinonimo di guerra” e al neo ministro dell’istruzione: “visto che quest’anno non è partita l’educazione civica occorre inserire i laboratori di apprendimento sulla buona gestione dei conflitti”.

Adolfo Ceretti ha dal suo canto fatto un’analisi sulla società attuale: “La paura della violenza si impone oggi come un’esperienza diffusa. La paura entra prepotentemente nella politica. La paura si impone nelle istituzioni. La paura diventa un sentimento che ci dice che abbiamo perso delle certezze. Perché la politica accompagna questi sentimenti solo con l’esercito per le strade? Le risposte sono altre: la resilienza di comunità, l’ascolto”.

A far eco a Ceretti ci ha pensato Milena Santerini: “C’è una manipolazione della paura. La comunichiamo anche ai bambini: ogni straniero è nemico. C’è un clima culturale contro il quale dover combattere. Razionalmente non abbiamo nemici, emozionalmente sì. C’è la fatica a riconoscere l’altro”. La pedagogista non ha poi risparmiato critiche sul nuovo modello di educazione civica che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo anno: “Non sono contenta della nuova proposta: è l’ennesima presa in giro della scuola. Non c’è l’Europa, non c’è l’intercultura, non c’è il mondo ma c’è troppa enfasi sul locale, sul nazionalismo”.

E sulla questione degli stranieri a scuola la Santerini ha snocciolato dei numeri: “La cittadinanza non si compra ma nemmeno si regala. Comporta diritti e doveri. Nel nostro Paese gli alunni di cittadinanza non italiana sono circa il 10%; in Lombardia il 15%. Nella scuola dell’infanzia l’85% è nato e cresciuto qui. Il 75% nella scuola primaria. Le scuole dell’infanzia in Lombardia e Veneto hanno visto un calo delle iscrizioni dei bambini di cittadinanza non italiana”. Infine il maestro Lorenzoni che si è soffermato su un dato: “Due milioni e mezzo di ragazzi che non studiano e non lavorano sono la tragedia del nostro Paese”.

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