A Roma occupato il liceo Manara, i ragazzi: "Contro sistema ingiusto"

A Roma occupato il liceo Manara, i ragazzi: “Contro sistema ingiusto”

150 studenti nell'istituto dalle 4.45 della scorsa notte
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ROMA – Con un documento politico affisso fuori dal cancello del liceo Manara di Roma, ha inizio la prima occupazione dell’autunno 2019. “Contro la scuola dei padroni, dieci , cento, mille occupazioni” urlano i ragazzi all’interno del cortile dell’istituto, che dalle 4.45 di questa notte è sotto la gestione degli studenti. Centocinquanta i ragazzi all’interno della scuola, mentre fuori, dalle 8 del mattino, si affollano docenti, personale Ata e studenti contrari al gesto.

“Abbiamo deciso di compiere quest’atto politico forti della consapevolezza di un sistema ingiusto e insostenibile- recita il lungo cartello appello alle inferriate rosse del liceo– Denunciamo il riflesso, nella nostra quotidianità scolastica, di logiche politiche e di gestione che sono in crisi e che stanno sempre più limitando la libertà, la democrazia e l’uguaglianza nelle nostre scuole, nel nostro paese e più in generale nel mondo”.

La protesta, secondo gli studenti che hanno deciso di non entrare, era già da tempo nell’aria. Ad alimentarla, oltre all’attivismo politico, la reggenza della nuova dirigente scolastica, Carla Parolari, con la quale i ragazzi dicono di non aver mai avuto un dialogo.

“Non abbiamo ancora una preside fissa e la nuova reggenza non si è dimostrata aperta ai nostri interessi ma solo vigile a quelli del ministero”, racconta alla Dire Filippo Gattini, uno dei rappresentanti di istituto, mentre gli occupanti cantano “Preside assente, potere allo studente”.

Anche gli altri ragazzi rimasti fuori lamentano un comportamento poco comprensivo della dirigente, che avrebbe limitato alcune libertà dei ragazzi, come quella di andare in cortile a ricreazione senza il permesso dei professori e la possibilità di uscire prima o entrare dopo in caso di ore di buco. Ma non tutti erano d’accordo con l’occupazione. In un primo momento, i circa 200 ragazzi che frequentano il collettivo, su un totale di 700 studenti, volevano limitarsi a protestare fuori dalla scuola, invitando gli altri ragazzi a fare altrettanto e non entrare. Poi, ieri, la decisione di occupare.

Amareggiati i docenti. “Noi questi malesseri li gestiamo in modo diverso, non c’è bisogno di fare questa cosa qua”, commenta un professore, mentre un occupante assicura che tutta la scuola è stata messa in sicurezza. La preside intanto, cerca di trovare un compromesso per permettere comunque lo svolgimento della didattica. Ma i ragazzi all’interno continuano la protesta, e alle 9.30 annunciano l’inizio di un’assemblea straordinaria.

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