T.I. controlla la verginità di sua figlia ogni anno

T.I. controlla la verginità di sua figlia ogni anno

Pioggia di critiche per le frasi shock del rapper
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ROMA –  “Io e mia figlia parliamo di sesso e non solo ci facciamo delle belle chiacchierate, ogni anno la porto con me dal ginecologo per controllare il suo imene”.

A parlare così è T.I. Il rapper è noto per i suoi commenti espliciti e anche nelle sue canzoni non si è mai censurato. L’artista, al secolo Clifford Joseph Harris Jr, così, non è stato da meno durante un’intervista per il podcast “Ladies Like Us”. Senza timore ha raccontato dettagli piuttosto privati del rapporto con la figlia, la 18enne Deyjah Harris. T.I. ha ammesso di controllare la verginità di sua figlia ogni anno da quando ha compiuto 16 anni.

“Abbiamo iniziato ad andare dopo il suo sedicesimo compleanno e di solito, dopo la festa che facciamo ogni anno, io le metto un bigliettino sulla porta della sua stanza con su scritto ‘Ginecologo. Domani, ore 9.30’. Ovviamente, ogni volta il medico chiede il permesso a Deyjah per condividere le informazioni e ogni volta io dico a mia figlia ‘piccola, firma il modulo del consenso. Oppure c’è qualcosa che non vorresti farmi sapere?'”

Tra lo stupore e l’indignazione delle conduttrici, T.I. ha continuato a scendere nei dettagli anche quando gli hanno fatto notare che il rapporto sessuale può non essere l’unica causa di rottura dell’imene.

“Quando il dottore comincia a dirmi questa cosa, io gli rispondo: ‘Ascolta doc, mia figlia non va a cavallo, non va in bicicletta e non fa sport, per favore controlla solo l’imene e dammi il responso in fretta’. Quindi posso dire che adesso il suo imene è ancora intatto”

Ovviamente, le frasi del rapper hanno destato non poco scalpore. In molti lo hanno etichettato come possessivo, disgustoso e autoritario. Definizioni che la stessa Deyjah ha usato in un tweet di risposta al padre. Le due intervistatrici hanno parlato di una vera e propria prigionia della ragazza e – in effetti –  anche l‘Organizzazione mondiale della sanità e le Nazioni Unite hanno condannato apertamente i test di verginità in tutto il mondo, definendoli una violazione dei diritti umani.

 

 
 
 
 
 
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I test, secondo quanto si legge nel rapporto, rafforzano “ulteriormente le norme socioculturali che perpetuano la disuguaglianza delle donne, comprese le visioni stereotipate della moralità e della sessualità femminile, e serve a esercitare il controllo su donne e ragazze”. Come se non bastasse, “violano diritti umani consolidati, come il diritto alla protezione dalla discriminazione basato sul sesso; il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della persona”.

 

 
 
 
 
 
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A T.I. questa motivazione non sembra importare e anzi spera che le due dichiarazioni possano scoraggiare Deyjah ad avere rapporti e i corteggiatori a “starle alla larga” perché “avere a che fare con una vergine è meno divertente”. Al momento, nella valanga di critiche, il rapper non sembra voler ritrattare o chiarire. 

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