Orientamento scolastico, c’è chi inizia a farlo a tre anni

Esperimento messo in atto all'ic di Roncade Monastier (Treviso)

TREVISO – Mai più ragazzi indecisi sulla scuola da scegliere. L’orientamento all’istituto comprensivo di Roncade Monastier in provincia di Treviso parte a tre anni. Ogni bambino già a quell’età ha un ‘fascicolo digitale’ con annotate le predisposizioni: la scuola registra tutto ciò che ha a che fare soprattutto con la componente emotiva, interessi, tendenze e attitudini. Nell’istituto sono partiti dal concetto che la pratica dell’orientamento, cioè il fermarsi a riflettere sul migliore percorso scolastico superiore, si debba fare attraverso un’opera di introspezione che non deve iniziare alle scuole medie ma molto prima.

“Bisogna parlare di etero-orientamento, qualcosa che parte dalla tenera età. È il mondo dell’adulto che guida alla scelta il bambino. Una delle competenze che ciascuno di noi dovrebbe sviluppare è proprio l’auto-orientamento. In questo percorso dai tre anni ai quattordici la scuola si deve impegnare non solo a scoprire le competenze tecnologiche-scientifiche ma si tratta di svelare il talento che in ciascuno di noi è presente”, spiega la preside Anna Maria Vecchio.

Spesso l’orientamento non è centrato sulla scoperta delle attitudini, delle potenzialità, sullo sviluppo del cervello emotivo; prevalentemente è centrato sullo sviluppo del cervello cognitivo.

“Questo fascicolo- continua la dirigente– prende spunto dalla teoria semantica della persona. Il macro progetto d’istituto ha inteso intervenire inserendo in un unico modello quelle che erano già le risorse presenti ma mancava il collegamento tra queste figure. Le inclinazioni e le attitudini che il bambino che dai tre a cinque anni ha sviluppato vengono registrate in questo fascicolo che poi passerà ai docenti della scuola primaria. Non c’è una presentazione estemporanea del bambino ma è come se si ereditasse una forma di conoscenza del bambino”.

Tutto ciò si è fatto mettendo in discussione un po’ tutta la progettualità sull’orientamento, cambiandola. Questo progetto si pone l’obiettivo dello sviluppo dell’intelligenza emotiva che è alla base del successo scolastico. Alla base c’è la volontà di creare una simbiosi tra la parte cognitiva ed emotiva del cervello.

“La scoperta del talento- dice la preside– può avvenire solo cercando di coniugare questi due aspetti della persona. La scuola si riappropria del suo ruolo educativo: il passaggio alla scuola superiore di primo grado spesso è solo una presentazione dell’offerta formativa sul territorio ma tanti ragazzi sono disorientati e scelgono la scuola non in base al talento che è stato scoperto ma in base all’offerta formativa che viene proposta. Si deve iniziare a tre anni a capire, un bambino lancia dei segnali già a quell’età: sono piccoli segnali ma devono essere registrati in modo che diventino un tesoro”.

2019-12-05T10:33:05+01:00