Quando non mangio a casa mi viene l’ansia e mi si chiude lo stomaco…

Salve, vi scrivo per un problema che ho da qualche tempo. In realtà é un problema che ho sempre avuto, ma a cui ho cercato di dare poco peso perché affrontarlo mi ha sempre spaventato un po’.. Circa dalla primissima adolescenza in determinati “periodi” che faccio fatica a identificare, ho dei problemi con il cibo. Diciamo che quando non mangio a casa o nella tranquillità del mio nucleo familiare é come se mi venisse l’ansia e mi si chiudesse lo stomaco: risultato: mangiare é difficilissimo e spesso questo mi crea disagio quando sono fuori con amici e fidanzato etc. Vorrei sottolineare che io amo il mio corpo, e escludo totalmente un inizio di anoressia/bulimia perché io non voglio dimagrire/strafogarmi per poi vomitare (mai fatto) o altro… Io vorrei riuscire a mangiare ma nella mia testa delle volte scatta qualcosa che quasi me lo impedisce. É molto snervante e non ne ho mai parlato con nessuno perché me ne vergogno e ho paura che tutti fraintenderebbero etichettandomi forse come “malata” o “anoressica” cosa che non sono..ho notato che I periodi in cui mi succede sono o momenti di cambiamenti (es, partenza per un viaggio, cambio scuola…) o momenti in cui mi sento a disagio, o in caso di emozione (es quando esco e sto con il mio ragazzo quasi mai ho appetito) o in realtà momenti casuali in cui prima di uscire magari a cena con delle amiche inizio a farmi delle paranoie e a pensare “E se mi succede di nuovo?” E dopo…tac, ecco che appena mi siedo a tavola mi si chiude lo stomaco e mi sale la nausea, sudo freddo, proprio una reazione pesante. Riesco sempre a cavarmela alla fine, in qualche modo mangio e non ho mai saltato pasti però non voglio continuare cosi.. normalmente ho un rapporto davvero sano con il cibo, ma quando ci sono anche cambiamenti minimi mi succede. Ho iniziato quest’anno l’università ed é un periodo di grandi cambiamenti per me e lo sento benissimo essendo (come si può evincere da questa lettera), molto emotiva, quindi forse questo malessere lo traduco nel cibo..ma non capisco perché quando sono con gli altri? Secondo voi é qualcosa di grave? Ripeto, ho passato anche anni senza ricordarmi di questo disagio, ma delle volte compare e magari riempie un periodo della mia vita. E mi scoccia. Avete qualche consiglio? Qualche ipotesi?

Anonima


Cara Anonima,
non è tanto importante giudicare se sia grave il problema che descrivi con il cibo ma conta il fatto che per te sia un disagio e che ti limita in alcune situazioni sociali. E quindi, come ci dimostra anche il bisogno di sfogarti e chiedere aiuto con le parole che ci hai scritto, è forse arrivato il momento e la necessità di provare a risolverlo. Quello con il cibo è per gli esseri umani un rapporto importante e complesso, l’atto di nutrirsi è pieno anche di tanti aspetti emotivi e quindi può accadere, soprattutto in adolescenza, che si creino delle difficoltà in quest’area. Alcune difficoltà possono tradursi in veri e propri disturbi alimentari come hai scritto tu stessa, anoressia, bulimia ecc…in altri casi vi possono essere delle difficoltà più marginali. Nel tuo caso ciò accade solo in alcuni momenti e cioè quando sei emotivamente “attivata” sia in momenti di stress emotivo o di emozioni piacevoli e quando devi condividere l’atto del mangiare con altri, cioè in situazioni di socialità. Quindi il fatto che non sia un disagio che invade tutti i tuoi momenti in cui hai a che fare con il cibo è un fattore positivo. Fin’ora scrivi che hai sempre avuto paura nel parlarne o nell’affrontarlo ma in questo modo non fai altro che rimanere “bloccata” e ciclicamente questo disagio ritorna. Perciò ti consigliamo di provare a parlarne con qualcuno, non sappiamo se con i tuoi familiari ne hai mai parlato, se loro sanno come ti senti ma sarebbe importante farlo. E poi un altro consiglio potrebbe essere quello di parlarne con uno psicologo, riteniamo che sia lo spazio più idoneo per affrontare questa tua difficoltà, per capire come mai sia iniziata e cosa significhi per te. Con una consulenza online non possiamo fare ipotesi o diagnosi, ma indirizzarti verso il percorso più idoneo.
Se vuoi puoi tornare a scriverci cosa ne pensi.
Un caro saluto!

19 Dicembre 2019