A Roma premiati i docenti innovatori

A Roma premiati i docenti innovatori

La cerimonia del premio Atlante all'interno dell'Italian Model United Nations 2020
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ROMA – “L’istruzione è l’arma più potente per cambiare il mondo”. Con questa citazione di Nelson Mandela, Paolo Orneli, assessore allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-Up e Innovazione della Regione Lazio, ha aperto il suo intervento alla cerimonia del premio ‘Atlante’, destinato ai docenti innovatori della scuola italiana. “Da dove si deve ripartire, se non dalla scuola, per cambiare ciò che non va nella nostra società?- continua Orneli- Come Regione Lazio, promuovendo questo premio, vogliamo dire grazie a tutti i docenti che hanno scelto come missione di vita di crescere ed educare i nostri figli. I professori più bravi non sono quelli che dicono cosa pensare, ma come pensare, che riescono a offrire agli studenti la casetta degli attrezzi necessaria per formare un pensiero indipendente e critico”.

Il premio ‘Atlante – Italian Teacher Award’ è dedicato ai progetti extracurriculari più innovativi dei docenti delle scuole italiane che si sono distinti per la promozione di programmi educativi, nuove esperienze e stimoli per l’apprendimento degli alunni. Tra gli oltre 600 partecipanti sono stati selezionati 20 docenti finalisti i cui progetti sono stati esaminati da una giuria di esperti provenienti dal mondo della cultura, dell’arte e dell’università, presieduta dal giornalista Gianni Giovannetti.

La cerimonia di premiazione si è svolta all’Auditorium della Conciliazione, nell’ambito della nona edizione dell’Italian Model United Nations (IMUN), la più grande simulazione dei processi diplomatici delle Nazioni Unite, che quest’anno coinvolge più di 5.000 studenti provenienti da 500 scuole superiori di tutta Italia. Oltre ai tre premi classici, da quest’anno con il contributo della Regione Lazio all’interno del Programma Regionale Lazio Creativo, Atlante ha istituito anche il ‘Premio speciale della giuria per il Miglior Insegnante del Lazio’, riservato a chi ha presentato la propria candidatura per il premio nazionale ed è docente in una scuola della regione. le più innovative realtà scolastiche. Atlante 2020 è organizzato da United Network Europa in collaborazione con Regione Lazio, Repubblica.it e Repubblica Scuola.

Di seguito i quattro progetti vincitori ed i docenti che li hanno ideati, che ricevono in premio un viaggio didattico a New York per conoscere le esperienze più innovative in ambito scolastico:

‘OFFICINA DEI MARMOCCHI – Giochi per la mente ed imparare sarà più divertente!’ – di Silvia Cortigiano, insegnante di italiano nella scuola primaria dell’IC ‘1 Poggibonsi’, di Poggibonsi (Siena).
Non solo libri e quaderni. ‘L’Officina dei Marmocchi’ è un laboratorio ludicodidattico il cui scopo è aiutare gli alunni, anche i più refrattari allo studio, a imparare divertendosi. Per combattere la dispersione scolastica ed evitare l’abbandono precoce, sono state organizzate attività pomeridiane per progettare, pianificare e costruire giochi da tavolo. I protagonisti sono gli stessi alunni della 1B. Dopo una ricerca su vari temi (grammatica italiana, UE, violenza di genere, bullismo e cyberbullismo, ambiente, Costituzione) i ragazzi progettano e disegnano a mano e/o con software grafici, il tavolo da gioco con percorso a caselle, le relative carte con domande multiple e risposte, regole e pedine realizzate artigianalmente (tappi di sughero, materiale riciclato, carta pesta). L’intento è realizzare, produrre e vendere giochi educativo-didattici, mediante una cooperativa simulata concretizzata con il sostegno di Confcooperative Toscana.

‘L’ ALFABETO DELL’ ACCOGLIENZA’ – di Lucia Pace Fonte, insegnante di lettere nella scuola secondaria di 1° grado ‘Carelli Forlani’ di Conversano (Bari). Quando un ragazzo straniero arriva in Italia deve superare l’ostacolo della lingua. Compito della scuola è allora quello di ‘insegnare’, ovvero, ‘lasciare un segno’. Non si tratta semplicemente di spiegare l’ABC, ma di far capire come parla un italiano, come pensa, come vive, perché ad ogni lingua si associa una struttura diversa di pensiero.

Il progetto è stato diviso in tre fasi. La prima fase è stata incentrata sull’alfabetizzazione. Essa ha interessato gli alunni neoarrivati che hanno usufruito del supporto di mediatori linguistici d’eccezione: i compagni tutor, che li hanno guidati nell’apprendimento dei rudimenti della nostra lingua: l’alfabeto, la pronuncia, le formule per presentarsi e salutare, esprimere richieste, bisogni e pensieri.

‘THE NEW POETS: musica e poesia sfidano l’apatia’ – di Marco Toscano, insegnante di materie letterarie nella scuola superiore IPSIA ‘Ercole I d’Este’ di Ferrara (FE). Il progetto ‘The New Poets’ promuove la poesia, la musica, la danza e le arti visive e favorisce l’integrazione degli alunni con bisogni educativi speciali nel sistema scolastico. Discenti e docenti dell’I.P.S.I.A. ‘Ercole I d’Este’ di Ferrara scrivono canzoni e realizzano videoclip che affrontano temi impegnativi e delicati.

‘TEAM ANTIBULLISMO. RAGAZZI CHE AIUTANO RAGAZZI’ – di Patrizia Chelini, insegnante di Lettere nella scuola ‘Corrado Melone ‘ di Ladispoli (Roma). È il progetto vincitore del ‘Premio speciale della giura per il miglior insegnante del Lazio’. “La L.71/2017, idealmente dedicata a Carolina Picchio, quattordicenne suicida dopo la diffusione di un video in cui compariva incosciente oggetto sessuale di alcuni coetanei, prevede in ogni scuola la presenza di un referente delle attività di prevenzione e contrasto al bullismo e cyberbullismo. Un solo referente, per di più adulto, non basta per contrastare un fenomeno diffuso, multiforme, pericoloso e nascosto come il bullismo. Abbiamo deciso di farci aiutare dai ragazzi”, spiega la professoressa Chelini.

“Consapevoli che muoverci per sanzionare, quando il danno è stato fatto e amplificato e diffuso dalla rete, è già un fallimento, abbiamo voluto alleati, occhi e orecchie all’interno delle classi, solidali coi compagni ma formati e sensibilizzati al problema. I membri del team eletti dai compagni, nel nostro istituto comprensivo di circa mille studenti, sono dodici, quattro per ogni anno di corso. Si riuniscono periodicamente- continua la professoressa- con il referente per il bullismo e altri insegnanti motivati, oltre che con psicologi esperti nel tema”.

Da un sondaggio alle risposte agli sos dei ragazzi, le azioni svolte sono state tante e notevoli, e comprendono anche l’attivazione di una casella e-mail a cui possono scrivere studenti e genitori, oltre all’organizzazione e alla partecipazione a un incontro con lo staff della trasmissione Rai ‘Mai più bullismo’. “In due anni ci siamo resi conto che la nostra azione di educatori è molto più efficace se ci facciamo aiutare da chi all’interno delle classi e degli ambienti della scuola ci vive. Abbiamo inteso combattere non solo la prepotenza dei bulli, ma anche l’indifferenza dei gregari, per costruire una scuola in cui nessuno venga lasciato solo a subire. In parte ci siamo riusciti”, conclude Chelini.

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