Shoah, al 'Morante' di Genova bambini 'esploratori di memoria'

Shoah, al ‘Morante’ di Genova bambini ‘esploratori di memoria’

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GENOVA – Anno dopo anno, alla scuola primaria ‘Morante’, i bambini continuano a essere ‘esploratori di memoria’. Si chiama così infatti il concorso sulla memoria delle guerre mondiali, indetto dall’Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra, a cui la scuola ha partecipato per il quarto anno di fila. “E ci siamo sempre classificati sul podio” ha fieramente sottolineato una delle docenti responsabili, Antonella Cantatore. L’obiettivo è censire i luoghi di memoria del proprio territorio: monumenti, lastre, lapidi, steli, cippi e pietre d’inciampo. La mappatura va poi arricchita con la ricerca di documenti, foto e racconti dai testimoni diretti della guerra o loro discendenti.

“Quest’anno abbiamo censito altre 14 pietre, che si aggiungono alle 100 censite lo scorso anno, di cui 17 pietre d’inciampo- spiega poi la docente– In occasione della giornata della memoria, il prossimo 27 gennaio, le classi quinte del plesso posizioneranno nel salone della scuola le pietre d’inciampo censite nel corso degli anni. Contemporaneamente proietteremo le foto originali di questi luoghi, perlopiù scattate sul posto. Alcune delle pietre si trovano proprio ad Auschwitz”.

In vista della cerimonia, inoltre, i bambini stanno realizzando un cartellone con una frase del premio nobel per la pace, sopravvissuto all’Olocausto, Elie Wiesel: “Mai potrei dimenticare quel silenzio notturno che mi privò per tutta l’eternità del desiderio di vivere. Mai dimenticherò quei momenti che uccisero la mia anima e ridussero i miei sogni in polvere”. Il testo, racconta ancora Cantatore, è stato realizzato sotto forma di puzzle per essere composto nel corso della mattinata. Protagonisti saranno proprio i bambini e le bambine che racconteranno le storie studiate nel tempo per realizzare il ‘tg della memoria’, con cui hanno partecipato al concorso.

“Dopo tante storie di deportati che si concludono con ‘assassinato’- commenta la docente che li ha seguiti- poter scrivere ‘liberato’ o ‘sopravvissuto’ è stato davvero emozionante per i bambini”.

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