Mangiare sostenibile: la cucina circolare parte dai banchi

Mangiare sostenibile: la cucina circolare parte dai banchi

Presentati progetti per evitare sprechi e sfruttare prodotti del territorio
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ROMA – Uno scarto può diventare materia prima, un avanzo può diventare una nuova pietanza, e ancora più buona se condita con le storie e i sapori del territorio. Si chiama ‘cucina circolare’, è il più antico metodo per non sprecare risorse dell’ambiente e riutilizzare quello che è considerato ‘da buttare’. Per trasmettere alle nuove generazioni la filosofia del risparmio, il ministero dell’Istruzione ha promosso due nuovi progetti, presentati questa mattina nella sala Aldo Moro di viale Trastevere.

‘La cucina circolare’ è un concorso rivolto a tutti gli istituti Alberghieri, veri e propri presìdi dell’istruzione in campo eno-gastronomico e per la valorizzazione delle migliori tradizioni alimentari. Il progetto propone la riscoperta delle ricette in cui gli avanzi sono riutilizzati per nuove preparazioni di alto valore qualitativo, proprio come i piatti della nostra migliore tradizione regionale.

‘Le belle merende’ è invece un’iniziativa di educazione alimentare e ambientale per la valorizzazione delle merende tradizionali, e consiste in un ‘gemellaggio’ tra istituti Alberghieri e Istituti Comprensivi. Periodicamente, docenti e studenti degli istituti alberghieri, prepareranno una colazione/merenda tradizionale locale, preceduta da un momento educativo trasversale, anche mediante didattica peer to peer, con l’obiettivo di valorizzare al meglio le potenzialità educative e culturali di modelli alimentari tradizionali.

“I prodotti industriali sono ottimi, ma non devono essere gli unici che consumiamo- ha commentato il professore Maurizio Sentieri– Le merendine vanno bene, ma noi abbiamo delle merende legate al nostro territorio che raccontano la storia delle nostre famiglie”.

Storie che hanno il sapore della tradizione ma anche del sacrificio di chi ha coltivato e cucinato i prodotti che finiscono sulle nostre tavole.

“Penso che dovremmo sensibilizzare di più i nostri coetanei su questi temi- ha commentato uno studente dell’istituto ‘Stendhal’ di Civitavecchia– dovremmo riprendere il comportamento dei nostri nonni durante le guerre, quando non esisteva lo spreco”. “Ormai siamo arrivati ad un punto di non ritorno, viviamo con un modello non naturale- ha aggiunto un suo compagno– perché è innaturale consumare e sprecare come lo stiamo facendo noi”.

Per l’occasione, gli studenti e le studentesse dell’istituto ‘Stendhal’ hanno preparato una merenda particolare con i migliori prodotti del territorio laziale: un pane cotto in un forno che va avanti da cinque generazioni, olio di Tarquinia e ricotta fresca.

“Parlare di belle merende vuol dire recuperare la storia e il rapporto con il proprio territorio, e la nostra scuola lavora molto in questa direzione- ha detto Stefania Tinti, dirigente scolastica dell’istituto ‘Stendhal’– i ragazzi hanno bisogno di riscoprire il vero senso della salute e del risparmio sostenibile a fronte di una società che per troppo tempo è stata disattenta e ha creato dei danni enormi”.

Oltre all’istituto ‘Stendhal’, saranno coinvolti nell’iniziativa anche l’istituto comprensivo ‘Piersanti Mattarella’ di Roma, l’istituto ‘Amerigo Vespucci’ di Roma e l’istituto comprensivo ‘XVI Settembre’ di Civitavecchia.

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