Coronavirus, la fiaba su 'Re Corona' va in scena sul web

Coronavirus, la fiaba su ‘Re Corona’ va in scena sul web

A inventarla l'attore Nino Racco per i bambini che decideranno finale
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ROMA – Una fiaba sul coronavirus. A prendersi gioco della terribile pandemia che sta preoccupando il nostro Paese e non solo, è Nino Racco, che ha segnato la sua attività dal recupero e dal rilancio del cantastorie, figura centrale e tipica della cultura del sud Italia negli anni Cinquanta e Sessanta. In questi giorni in cui e’ costretto a vivere in casa ha pensato di usare il Web per comunicare con i più piccoli. Grazie a Youtube si è messo in onda e ha diffuso la fiaba su Re Corona. Una fiaba che non finisce lasciando spazio così agli ascoltatori di inventare il finale.

“In questo periodo- spiega Racco– stavo lavorando molto nelle scuole facendo Cappuccetto rosso per l’infanzia e Pinocchio per la primaria. Con l’emergenza sanitaria sono stati annullati gli spettacoli scolastici e per continuare la comunicazione con i tanti bambini coi quali stavo lavorando ho pensato di usare il Web. Ho fatto una prima registrazione di Cappuccetto rosso e quella di una favola che mi e’ stata inviata da una bambina di Milano e poi ho pensato ad una fiaba su re Corona. Ne ho costruita una prima parte perché il finale dev’essere fatto dai bambini. È una cosa da fare insieme ai genitori perché può essere importante creare questa collaborazione creativa”. 

Ora l’attore è in attesa di ricevere le loro storie che poi leggerà su YouTube.

“In questo modo il mio laboratorio continua anche in questi tempi. Da Rieti mi hanno già inviato del materiale, hanno accolto la mia proposta. Il Web da arma discutibile si sta dimostrando una cosa utile anche per noi artisti. La mia fiaba serve per continuare a vivere con dinamismo e creatività. Questa può essere una maniera per innescare dell’energia positiva che aiuta molto a livello psicologico. Stiamo vivendo tutti un dramma in comune che si può trasformare in forza. Io come altri miei colleghi ci siamo posti il problema del web: ci sono attori che leggono in Rete delle fiabe. Mi sembra che il mondo della cultura abbia reagito bene a questa crisi che ci deve aiutare a riscoprire alcuni valori. È una medicina dell’anima”.

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