Ho paura che non fosse attrazione ma vicinanza fraterna…

Buon pomeriggio,
oggi scrivo per parlare di quel ragazzo del conservatorio a cui ho accennato nella mail precedente…
Io non sono una persona molto aperta di natura, e mi è capitato varie volte di confondere amicizia e amore.
Non credo ancora di essermi mai innamorata di qualcuno veramente. E ho paura di non riuscirci, almeno ora… ma ne avrei voglia…
Il fatto è che io e lui alla fine siamo usciti un pomeriggio qualche giorno fa, e ho sentito qualcosa. È che non sono sicura che mi piaccia in quel senso… anche se devo dire che in alcune cose mi ha sorpreso.
Quando eravamo fuori siamo caduti nell’argomento e gli ho raccontato di essermi appena lasciata, lui la sera dopo mentre parlavamo ha ritirato fuori la cosa dicendomi che se volevo gliene potevo parlare. Questo mi ha fatto piacere perché mi sono sentita ascoltata, capita e ho sentito che lui mi era vicino.
Il fatto è che io non ho molti amici maschi intimi, e ne ho bisogno… non vorrei confondere un’altra volta la necessità di un amico con quella dell’amore, e questo glielo vorrei dire…
Mi sento in colpa e mi sento immatura, ho paura a dirgli queste cose, è che la mia condizione adesso è abbastanza confusa… ho paura che dicendogli certe cose si allontani e mi giudichi male…
Mi è capitato un paio di volte di venire additata come una poco di buono per questi miei atteggiamenti: il mio problema è che io dico di non aver voluto fare intenzionalmente certe cose, ma poi dopo mi accorgo che una parte inconscia di me lo voleva fare. In questo stato io non mi sento pronta ad iniziare una nuova relazione e sono stufa di vivere le relazioni con una tale preoccupazione, e allo stesso tempo con una tale leggerezza, come se non fossero così importanti… mi dovrebbe dare forza e felicità, non dovrebbe essere un peso, come spesso la vivo io…
Ho il terrore adesso, ho il terrore di accorgermi o di ammettere che quello che ho sentito non fosse attrazione ma semplicemente vicinanza fraterna.
Vorrei trovare il coraggio di cambiare e aprire il mio cuore, smettendo di essere egoista e lasciando un po’ di spazio per un’altra persona da amare, senza pensare solo a me stessa…
Vorrei, ma non so se dirgli tutte queste cose, visto che ci siamo già detti di provare qualche cosa di bello l’uno per l’altra (che ancora ovviamente non è amore, ma solo un po’ di interesse).

Carla


Cara Carla,
nel tuo flusso di pensieri hai trovato in realtà delle connessioni importanti che potrebbero invece essere delle risorse importanti.
Il bisogno ad esempio di prendere tempo per conoscersi senza arrivare subito a conclusioni già stabilite. Prendere tempo per conoscere meglio te, le tue insicurezze, i tuoi unti di forza senza aver necessariamente bisogno dell’altro. Diceva uno scrittore che “Amare non è dipendenza ma appartenenza; l’amore vero vero non è una ricerca del completamento di Sè ma messa servizio della propria completezza: solo chi è qualcuno può avere qualcuno.”
Chissà quindi che questo tuo viaggio interiore alla ricerca di te stessa, non possa essere il prologo dell’amore. Le etichette non servono a molto se non a catalogare e organizzare ma l’anima umana segue ragionamenti diversi. Non stai facendo nulla di sbagliato, stai conoscendo un ragazzo, è importante condividere la tua confusione, ti sei lasciata da poco e sei immersa in riflessioni importanti. Siamo sicuri che se accanto c’è una persona che ti ascolta capirà e sosterrà il tuo tempo.
Non ci sono cose giuste o necessariamente sbagliate, ci sono i nostri vissuti che vogliono raccontarci qualcosa..prova ad ascoltare le tue vulnerabilità, le tue ambizioni, le mille sfaccettature di te e siamo sicuri che troverai la tua strada.
Un caro saluto!
L’èquipe degli esperti

14 Maggio 2020