Odio sapere che sono fragile…

Io ho molte paura delle mie zone di ombra, anzi la mia non è paura, ma è un vero e proprio astio. Io le odio, odio le mie vulnerabilità e odio sapere che talvolta anche io sono fragile. Ho soppresso così tanto le mie vulnerabilità che nemmeno quando ho voglia di mostrarle per provare a chiedere aiuto non riesco a far capire agli altri la portata della mia sofferenza, rimango sempre stoica e non riesco a far capire ai miei cari quanto io abbia bisogno di loro, ed è in questi casi che penso che l’oscurare il mio lato vulnerabile sia un’arma a doppio taglio. Io non so perché sono così severa con me stessa, la cosa più facile da pensare è la paura del giudizio degli altri ma nel mio caso non è così. A me del giudizio altrui importa poco e niente, tante volte ho saputo che si sono sparse voci sul mio conto che non sono assolutamente vere e a me è scivolato addosso come se niente fosse e la ragione per cui questo accade è che so che le persone che mi conoscono bene non credono ai pettegolezzi, ma, soprattutto io so che quelle cose non sono vere e quindi per me nient’altro ha importanza. La noncuranza del giudizio degli altri potrebbe avere anche un’accezione positiva vista da questa angolazione, ma, come si suol dire, ogni medaglia ha due facce e l’altra faccia di questa medaglia è che per me il giudizio degli altri non conta nemmeno quando, quest’ultimo, è positivo. Sono consapevole del fatto che le persone che mi circondano hanno una percezione totalmente diversa di quella che io ho di me stessa e di gran lunga più positiva ma a me la cosa non mi fa sentire meglio, a me importa davvero solo del mio giudizio a 360 gradi. Sono consapevole anche del fatto che sono proprio io la peggior nemica di me stessa e non so come smettere, non so come fare pace con me. Forse è vero che forse mi carico di troppe aspettative, non lo so, ma mi avete aiutato a rendermene conto che, almeno per quanto riguarda questo ritorno alla libertà, l’ho fatto, e ho messo a fuoco anche un qualcosa che mi succede spesso: ci sono periodi in cui mi aspetto di avere un glow up improvviso, come le ragazza bruttina dei film americani che poi si palesa al ballo della scuola ed è bellissima (solo che io non lo intendo solo dal punto di vista fisico), e questo periodo è stato uno di quelli. Solo che allo stesso tempo, essendo una persona con i piedi ben saldati per terra, so che le favole non esistono e mi impegno affinché le cose che voglio cambiare cambino e migliorino, ma mi sembra che ciò non accada mai nonostante il mio impegno, o se accade non raggiungo il cambiamento che avevo sperato ma, magari, metto solo un mattoncino in più per avvicinarmi al mio obiettivo. Quando mi sento sconfitta la cosa che mi fa stare un po’ meglio è che forse non ho dato il massimo per ottenere ciò che volevo, in parte mi fa sentire in colpa ma dall’altra mi fa credere che esista una soluzione e anche solo l’idea che qualcosa sia risolvibile mi fa sentire meglio. 
Ma se invece io non potessi essere meglio di così? Se questo fosse il mio massimo? Come potrò vivere con questo senso di mediocrità per sempre?

Anonima


Cara Anonima,
è davvero interessante leggere questo bellissimo confronto con te stessa e ti ringraziamo per averlo condiviso con noi. Ci teniamo a sottolineare quanto sia importante che tu riesca a parlare di alcune parti di te e del vissuto nei loro confronti. Sentirsi fragili e vulnerabili ci fa comprendere che siamo “umani”: che esistiamo, che stiamo vivendo e che i nostri vissuti possono farci star bene ma anche ferire. È proprio in questo modo che possiamo fare della nostra vita un capolavoro, vivendola in ogni suo aspetto. Ti senti fragile e vulnerabile, chi non lo è? Ma è importante che tu, dopo aver riconosciuto in te tali emozioni, provi a non mandarle via, in quanto il rischio è quello di rimanere emotivamente neutrale e, come tu stessa ci scrivi, non sarai più in grado di capire e far capire agli altri le tue emozioni. Ci sembra quasi che tu voglia schermarti emotivamente, così forse sarai tranquilla ma conviene cara Anonima? Forse eviterai i dispiaceri ma non ti aprirai alla vita e quindi anche le emozioni positive non avranno accesso e faticheranno ad aprire un varco dentro di te. A tal proposito ci piacerebbe anche sapere cosa ami di te stessa.
Ci fa riflettere la frase che hai usato “mi aspetto di avere un glow up improvviso, come le ragazza bruttina dei film americani che poi si palesa al ballo della scuola ed è bellissima”, da queste mail invece emerge quanto tu stia cercando di migliorarti più in profondità e questo ci sembra molto più che la trasformazione dell’attrice del film americano.
Anonima mettere un mattoncino per avvicinarti al tuo obiettivo non è affatto poco, anche aver messo solo un granello di sabbia è fondamentale purchè tu abbia un obiettivo.
Cara Anonima lascia andare i giudizi e comincia a scorrere nel fiume delle emozioni, belle e brutte, e vedrai che non dovrai più chiederti cosa è il massimo, nè vivere nella mediocrità, perchè avrai cominciato a vivere ogni momento con la stessa intensità con cui pensi di vivere tutta la tua vita.
Vogliamo salutarti con una bellissima frase di Ezio Bosso “Ho smesso di domandarmi perchè, ogni problema è un’opportunità”. Noi ci siamo e ti accompagneremo.
Un caro saluto
L’èquipe degli esperti

18 Maggio 2020