Adolescenti. Lo schermo, una barriera insormontabile

Adolescenti. Lo schermo, una barriera insormontabile

I ragazzi passano le loro giornate osservando sullo schermo le vite degli altri che, attraverso questo filtro “magico”, sembrano essere sempre migliori della propria
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ROMA – Negli ultimi anni con lo sviluppo della tecnologia gli schermi hanno cominciato ad avere un ruolo predominante nelle nostre vite. Il telefono, ad esempio, è diventato una vera estensione del nostro corpo sul quale osservare, attraverso i social media, la vita degli altri e attraverso il quale mettere in mostra la propria.

Le nuove generazioni stanno crescendo con questa doppia visione del mondo. Da una parte le grandi battaglie combattute durante la crescita e il proprio sviluppo personale, dall’altra la vita mostrata attraverso questi canali in cui si è tutti più belli e più interessanti di quanto si possa essere nella vita reale. Gli adolescenti passano le loro giornate osservando sullo schermo le vite degli altri che, attraverso questo filtro “magico”, sembrano essere sempre migliori della propria, andando a minare tutte quelle fragilità esistenti in questa fase di vita, come l’autostima e il bisogno di accettazione. A causa di questo fenomeno i tratti depressivi nei più giovani sono aumentati nettamente.

Per gli adolescenti lo schermo diventa un filtro della realtà

Uscire da questa dinamica è complicato, non basta spegnere il telefono perché il mondo social continua ad andare avanti lo stesso. Lo schermo è appunto un filtro, un divisore tra due realtà. Si pensi alle emoji che vengono utilizzate quotidianamente per rappresentare degli stati emotivi che probabilmente non corrispondono a quelli reali.

Se per alcuni approcciarsi all’utilizzo funzionale dello schermo è stato molto facile, per altri questo filtro può diventare una barriera invalicabile, oltre la quale il timore per il giudizio è troppo accentuato. Come per ogni scoperta tecnologica il problema in sé non è nell’oggetto, ma nell’utilizzo che ne viene fatto. Attraverso uno schermo la comunicazione si è evoluta permettendo sia di parlare a moltissime persone, come ad esempio attraverso un video su Youtube, sia a una sola che abita molto lontano da noi. Il problema può emergere nel momento in cui questo tipo di comunicazione prende il sopravvento rispetto ai rapporti umani in carne e ossa.

In questa fase di quarantena, gli schermi sono diventati fondamentali per coltivare le relazioni e tutti si sono dovuti mettere in contatto con questa nuova dinamica.

Cosa accade quando le fragilità interiori di un adolescente non gli permettono di “rompere” quello schermo e superarlo? Partiamo dal presupposto che in questo periodo il disagio emotivo è condiviso da tutti. Ansie e paure sono all’ordine del giorno, provocando una difficoltà ancora maggiore a coloro che già faticavano a utilizzare questi mezzi. L’isolamento forzato in casa può portare a un’amplificazione del senso di solitudine e di una tristezza difficile da gestire. Per alleviare questo stato bisogna trovare il coraggio di comunicare almeno a degli amici i sentimenti che si stanno vivendo e l’unico modo per farlo è attraverso uno schermo.

Condividere il proprio stato interiore, in modo onesto è sicuramente un modo efficace per creare una ‘frattura’ in quella barriera insuperabile. La paura del giudizio rimarrà, tuttavia, cercando di prendere sempre il positivo da ogni situazione, questo periodo di quarantena sarà un’occasione per mettere in discussione il proprio modo di relazionarsi e dare inizio a un cambiamento. Rompere lo schermo è un po’ come rompere l’armatura che ci mettiamo addosso ogni giorno e che ci impedisce di instaurare relazioni di fiducia con gli altri.

Infine se si dovesse avere difficoltà a trovare un amico affidabile con cui parlare, un’opportunità la mettiamo a disposizione anche noi di DireGiovani con il servizio “Lontani ma vicini” a cui potete mandare una e-mail a esperti@diregiovani.it con le vostre difficoltà e ricevere sia un supporto sia anche semplicemente un ascolto sincero.

Ogni cambiamento necessita di grandi energie e si fa un passo alla volta. Bucare lo schermo è un primo passo per uscire dall’isolamento e sentirsi in contatto con il mondo.

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