Roma, inaugurata aula di sostegno all'IC Giuseppe Impastato

Roma, inaugurata aula di sostegno all’IC Giuseppe Impastato

Grazie all'impegno di tre mamme di bambine affette da malattia rara
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ROMA – Grazie all’instancabile forza di volontà di tre mamme nasce oggi una nuova aula di sostegno nel plesso ‘Corbellini’ dell’IC ‘Giuseppe Impastato’ di Roma. Un laboratorio di psicomotricità che assume un valore ancora più importante in un momento in cui lo sviluppo psicofisico dei bambini, in particolare di quelli affetti da disabilità, è messo a dura prova dalle restrizioni imposte per far fronte all’emergenza sanitaria.

Un grande traguardo raggiunto grazie all’associazione ‘AMA.le IQSEC2’, fondata dalle mamme di Annalisa, Matilde e Alessandra, tre bambine affette da una malattia rarissima, la mutazione del gene IQSEC2. Nel febbraio del 2019, con il progetto ‘Giocare insieme a scuola’, l’associazione si è aggiudicata il primo premio del contest di Reale Foundation ‘Our People4People’.

“I fondi raccolti sono stati versati alle scuole frequentate dalle tre bambine”, spiega Sara Rossi, la mamma di Annalisa. “Con quel contributo sono stati acquistati libri musicali, libri tattili, pc, materassini da gioco, giochi educativi, volumi per la ‘comunicazione aumentativa alternativa’- continua Sara Rossi- materiali utili a sviluppare canali di comunicazione alternativi in grado di favorire i processi educativi e di inserimento sociale dei bimbi affetti da disabilità”.

Questi stessi fondi hanno permesso oggi di inaugurare la nuova aula, proprio nella scuola di Annalisa, la primaria ‘Corbellini’ del quartiere Ponte di Nona di Roma est. Per l’occasione la professoressa Daniela Monaco, dirigente dell’istituto, ha inviato una sentita lettera di ringraziamento alle mamme fondatrici dell’associazione:

“Nessun altro acronimo avrebbe potuto esprimere meglio ciò che queste tre mamme testimoniano quotidianamente: AMA.le è un delicato e al contempo deciso invito a vivere l’intensa esperienza di AMA.re Annalisa, Matilde e Alessandra- ha scritto nella lettera- Le loro mamme ci insegnano che AMA.re significa avere il coraggio di non arrendersi e credere fermamente che solo l’amore può generare verso se stessi e verso gli altri accoglienza, attenzione, dedizione, cura, impegno, empatia tali da invertire la rotta e mutare processi, situazioni e relazioni che umanamente si fatica a capire, a gestire e a controllare. Ci insegnano che l’unico vero ‘miracolo’ che rende possibile tutto il resto è l’amore che si dà e che si spende con generosità senza chiedere nulla in cambio se non se stesso”.

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