Scuola, studenti del liceo Avogadro di Roma rivendicano diritto allo studio

In una lettera denunciano disinteresse politico
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ROMA – “Le fondamenta di ogni stato sono l’istruzione dei suoi giovani”. Si apre con questa citazione di Diogene il Cinico la lettera scritta dagli studenti del liceo ‘Avogadro’ di Roma per esprimere il loro malcontento rispetto alla gestione politica della riapertura delle scuole. “Più volte, nella storia della politica italiana, e soprattutto nel periodo più recente- scrivono– la scuola è stata considerata come l’istituzione da poter trascurare con una politica di fatto sterile e del tutto estranea alle esigenze dell’ambiente scolastico. L’emergenza sanitaria ha mostrato con chiarezza i danni causati da continui tagli e manchevoli riforme, le quali, ad oggi, hanno condotto ad un’inaccettabile trascuratezza del diritto all’istruzione”.

Scrivono di comprendere totalmente la complessità della situazione sanitaria, ma sono “fermamente convinti che le decisioni prese in ambito scolastico non abbiano tenuto in considerazione le necessità di coloro che in prima persona vivono e compongono la scuola”. “Entrando più nello specifico- continuano- ad esempio la turnazione 10-15/16 porterebbe alla rinuncia alle attività extracurricolari, quali impegni sportivi o corsi pomeridiani, fondamentali per il benessere dello studente, soprattutto in un periodo che ci vede costretti in casa, e alla rinuncia ad un periodo di studio sufficientemente esaustivo”.

Ma ciò che li lascia più perplessi, scrivono, è che ancora una volta si è deciso di sacrificare la scuola invece di risolvere il nodo dei mezzi pubblici, per il quale propongono delle soluzioni che non siano ulteriormente gravose per il monod della scuola: “Innanzitutto il potenziamento dei trasporti pubblici, una misura che non sembra essersi attuata in alcun modo- continuano- la stesura di contratti con aziende di trasporto private, che a causa del crollo del settore turistico si ritrovano inattive da mesi e quindi trarrebbero vantaggio economico nel mettersi a servizio delle scuole. O ancora la possibilità di adibire ad aule scolastiche dei locali alternativi come i musei, che sono chiusi da mesi, creando così spazi extra che potrebbero garantire una didattica al completo e in sicurezza”.

Quello che chiedono, in sostanza, è che la scuola e la salvaguardia del diritto allo studio vengano messe in primo piano. “Diciamo basta al rimandare, ancora e ancora, questa situazione precaria e insostenibile- concludono- Pretendiamo ora e subito attenzione e riguardo nei confronti dell’istituzione scolastica, per ripristinare e valorizzare questi aspetti fondamentali finora ignorati. La scuola non è una mera spesa, un peso della burocrazia, la scuola è condivisione, futuro, educazione, crescita individuale e collettiva”.

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Autore: Redazione Diregiovani
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