Roma, docenti IIS Confalonieri: "Troppi sacrifici per comunità scolastica"

Roma, docenti IIS Confalonieri: “Troppi sacrifici per comunità scolastica”

In un comunicato criticano le decisioni prese sul rientro
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ROMA – “Sentiamo la necessità di porre all’attenzione di tutte le componenti della comunità scolastica la constatazione di come in questo momento non venga richiesta al Collegio Docenti una pianificazione didattica coerente ed organica al processo di apprendimento degli studenti, bensì il mero adattamento alla situazione di fatto e alle decisioni politiche ed organizzative già prese in altre sedi”.

Inizia così il comunicato dei docenti dell’IIS ‘Confalonieri De Chirico’ di Roma che, come altri colleghi di altre scuole, criticano la gestione politica e amministrativa del rientro a scuola. Un rientro che, sostengono, è stato deciso sulle loro teste e senza prendere in considerazione le esigenze di chi la scuola la vive: gli insegnanti e, soprattutto, gli studenti.

“La normativa- scrivono- per far fronte alla criticità relativa al trasporto urbano, scarica sulla scuola secondaria superiore il compito di riorganizzarsi in maniera pressoché completa, inventando schemi orari, turnazioni ed alternanze di didattica in presenza e a distanza come se il modo in cui si sta a scuola non rappresentasse una componente cruciale del processo di apprendimento. Docenti, personale ATA, studenti e famiglie sono disorientati in primo luogo di fronte al continuo cambiamento dei parametri richiesti in tale riorganizzazione e allo slittamento altrettanto imprevedibile della data del rientro effettivo in presenza per gli studenti. Ma ancor più disorientante per i docenti di questa scuola è la constatazione che vengono loro richieste lezioni e attività didattiche fruibili indifferentemente in presenza e da remoto quasi si trattasse di spettacoli a cui assistere anziché di esperienze di condivisione del sapere, relazione educativa e perciò apprendimento”.

I docenti sottolineano inoltre che il prolungamento delle ore curricolari fino al pomeriggio porterà a un ulteriore stravolgimento delle vite degli adolescenti, nonché al caos organizzativo per gli insegnanti, costretti spesso a prestare servizio in più istituti.

“Vale la pena inoltre sottolineare– concludono- che la permanenza a scuola, per il mero svolgimento dell’orario curricolare, ben oltre l’orario in cui si può ritenere finita la mattinata comporta pesanti ricadute sulla vita pratica, relazionale e potenzialmente sulla salute di adolescenti a cui si chiede senza timori di saltare il pranzo, sia pure il 50% delle volte, per poi rientrare a casa nel tardo pomeriggio senza avere il tempo necessario per consolidare gli apprendimenti attraverso lo studio personale. Lasciamo per ultimi i sacrifici che si richiedono ai docenti, spesso impegnati su più scuole per completare il proprio orario di servizio, i quali vedranno il proprio orario di lavoro stravolto e prolungato senza avere la possibilità di permanere nell’edificio scolastico”.

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Autore: Redazione Diregiovani
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