Un iniezione scioglie il tumore al seno

http://A1Il tumore al seno HER2  è una forma particolarmente aggressiva di cancro. É caratterizzato dalla presenza in quantità importanti di recettori HER2, un tipo di recettori presenti sulla membrana di molte cellule e che in situazioni normali ne regolano la crescita e la proliferazione. Quando il numero dei recettori HER2 si moltiplica in maniera esponenziale si […]

http://A1Il tumore al seno HER2  è una forma particolarmente aggressiva di cancro. 
É caratterizzato dalla presenza in quantità importanti di recettori HER2, un tipo di recettori presenti sulla membrana di molte cellule e che in situazioni normali ne regolano la crescita e la proliferazione. Quando il numero dei recettori HER2 si moltiplica in maniera esponenziale si innesca una crescita cellulare incontrollata. Questo tipo di tumore è chiamato carcinoma mammario HER2-positivo.

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  • LA RICERCA ITALIANA

NUOVA TERAPIA
È in atto una nuova terapia per questo specifico carcinoma che è focale e colpisce in modo specifico il recettore HER2 presente sulle cellule tumorali. 
Gli studi attuali hanno riguardato pazienti che si trovavano in stadio avanzato. Ci sono nuovi dati, ricavati da diversi studi svolta in 86 paesi compresi Usa e Unione Europea, che confermano la possibilità di trarre dei vantaggi positivi anche per le pazienti affette da tumore in fase precoce.
I nuovi dati che riguardano un’osservazione di circa 6 anni sulle  le pazienti con tumore al seno in fase iniziale ad alto rischio di recidiva. Complessivamente i casi trattati con questo specifico protocollo indicano una riduzione  del 24% il rischio di ricaduta di malattia o di decesso per tumore al seno rispetto chemioterapia e placebo.

LA RICERCA IN ITALIA
In Italia questo trattamento è stato sperimentato presso  L’Istituto Nazionale Tumori Pascale di Napoli, nello specifico si tratta di un trattamento basato sulla formulazione di farmaci biologici che combinano insieme due anticorpi monoclonali già disponibili in forma endovenosa, Trastuzumab e Pertuzumab.
Questo trattamento  da effettuare prima dell’operazione chirurgica  è in grado di ridurre la massa tumorale fin quasi a ‘scioglierla’. Questa nuova modalità di somministrazione riduce il tempo necessario del trattamento infatti  richiede circa otto minuti per la dose iniziale  e circa cinque per ogni successiva dose di mantenimento a differenza  delle quasi tre ore  di infusione della dose iniziale e delle circa due ore richieste precedentemente per le  infusioni di mantenimento della formulazione standard.
In questa procedura, inoltre, è ridotta la possibilità di errori in quanto  la dose della formulazione sottocutanea è prestabilita, mentre quella delle formulazioni endovenosa è calcolata nello specifico per ogni paziente in base al proprio peso corporeo. Questi studi dimostrano, quindi, la possibilità di combinare i due anticorpi in una sola iniezione. 

PROGRAMMA HERHOME
Recentemente è stato avviato un nuovo programma denominato  “HERHOME”. Il programma è rivolto alle pazienti con carcinoma mammario HER2 positivo sottoposte a trattamento con la combinazione dei due anticorpi  che rispondono ad una serie di parametri clinici che consentono la somministrazione in sicurezza.  In questo nuovo programma avviato al Pascale di Napoli è previsto  che almeno le prime due somministrazioni di terapia sottocutanea  avvengano in Day Hospital per poi effettuarle al proprio domicilio dove un medico opportunamente addestrato segue la paziente sia durante la somministrazione che nelle due ore successive.

LO SAPEVI CHE…

Sono stati identificati molti fattori di rischio per il carcinoma mammario, alcuni modificabili, come gli stili di vita, altri invece no, come l’età e I fattori genetici e costituzionali. Tra gli stili di vita dannosi ci sono un’alimentazione povera di frutta e verdura e ricca di grassi animali, il fumo e la vita sedentaria.

Ci sono anche altri  fattori legati alla vita riproduttiva femminile che possono influenzare il rischio di tumore del seno come ad esempio un periodo fertile breve e una gravidanza in giovane età sono protettive, così come l’allattamento al seno per oltre un anno.

Una  percentuale abbastanza elevata di  tumori al seno è a base ereditaria, legato cioè alla presenza di mutazioni nel DNA. Molto importante è la prevenzione che deve iniziare a partire dai 20 anni con controlli annuali del seno e da mammografie biennali per donne al di sopra dei cinquant’anni

DUBBI E DOMANDE…
Anonima, 23 anni
Qualche mese fa feci l’ecografia al seno e il medico mi ha riscontrato 2 fibroadenoma…
Francesca, 17 anni
Ho una prima di seno e ho molte ghiandole che causano più sensibilità…


VIDEO

Nel film “Annie Parker” ripercorre la storia di  una donna colpita più volte dal cancro, in parallelo con le ricerche condotte da Mary-Claire King che riuscirà a dimostrare il legame genetico del cancro al seno grazie alla scoperta del gene BRCA1 nel 1990…

 

 

2021-02-19T10:03:31+01:00