Roma, caso liceo Giulio Cesare: i docenti si dissociano

In occasione della Settimana dello Studente sarebbe stato vietato lo svolgimento di alcuni corsi su aborto e identità di genere.
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ROMA – “Come docenti del liceo ‘Giulio Cesare’ non ci siamo riconosciuti nell’immagine della scuola che trapela dai racconti della stampa. Nel nostro istituto si può discutere liberamente di tutto, con la supervisione dei docenti. Non vogliamo passare come una scuola oscurantista. Parliamo con i ragazzi di parità di genere, facciamo progetti su questi temi, finire sui giornali come liceo che censura ci sembra assurdo”.

Il giorno dopo il caso scoppiato al liceo ‘Giulio Cesare’ di Roma, dove la dirigente Paola Senesi, in occasione della Settimana dello Studente, avrebbe vietato lo svolgimento di alcuni corsi su aborto e identità di genere, intervengono i docenti dell’istituto. Sabina Petrella, professoressa nel liceo romano, commenta alla Dire l’episodio e sottoscrive quanto già espresso in una lettera di cui è firmataria insieme ad altri 40 professori che hanno preso le distanze dall’ipotetica censura portata avanti dalla dirigente.

“Noi docenti non eravamo al corrente né della presentazione di quei corsi da parte dei ragazzi, né della censura da parte della dirigente”, hanno scritto i professori in una lettera. La dirigente, infatti, aveva attribuito la scelta di vietare i corsi al collegio dei docenti.

“Ma venerdì 5 febbraio, quando si è svolto il collegio, non abbiamo discusso di questi corsi. Se ce ne fosse stata la possibilità li avremmo valutati dal punto di vista didattico, come abbiamo fatto per tutti gli altri– aggiunge la docente- la nostra è una scuola pubblica e in quanto pubblica è plurale. Ma se la dirigenza ha agito secondo sua coscienza, ci spieghi il perché e si faccia carico delle sue scelte senza chiamare in causa il corpo docenti, che non è stato interpellato in merito”.

La Settimana dello Studente, iniziata ieri, durerà fino a venerdì.

“Sappiamo che dal punto di vista sanitario non era facile organizzarla, ma ci siamo fidati dei nostri studenti, come facciamo sempre”, conclude la docente.

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Autore: Chiara Adinolfi
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