Nostro figlio quando torna a casa è triste, come possiamo aiutarlo?…

Buonasera, siamo dei genitori di un bambino di 10 anni, di nome Massimo. Nostro figlio è vittima di quello che potremmo definire “bullismo”.
È sempre stato un bambino chiuso ed introverso, con scarse amicizie tra compagni della sua età, ma da quest’anno a scuola è vittima di pesanti vessazioni da parte di alcuni compagni. Le maestre purtroppo non sembrano in grado di monitorare questa situazione né di mettervi un freno. Ci chiedevamo se fosse il caso di informare la Preside o cosa si può fare. Inoltre quando torna a casa è sempre triste, rabbuiato e non ha più fiducia in se stesso, come possiamo aiutarlo?
Siamo molto preoccupati perché il prossimo anno andrà alla scuola media e vorremmo che fosse più sicuro di sé e soprattutto che non abbia problemi con gli altri bambini.
Grazie.

Anonima


Cara Anonima, 
immaginiamo quanto possa essere spiacevole vedere il proprio bambino tornare triste e rabbuiato dalla giornata trascorsa a scuola. Le domande che ci ponete ci sembra corrette e importanti. Nonostante abbiamo poche informazioni sulla vostra esperienze specifica, proveremo a fornirvi alcune riflessioni di carattere generale sperando che vi possono essere utili. 
A volte nei gruppi classe si creano dinamiche spiacevoli, e i bambini con una maggiore sensibilità che tendono all’introversione possono sentirne maggiormente le conseguenze. Ci sembra però che vostro figlio ha dei genitori attenti, e questo sicuramente lo aiuterà a non sentirsi solo e a cercare con voi le risorse più adeguate per fronteggiare la situazione. 
I fronti su cui si può lavorare sono diversi. Parlare con la dirigente scolastica sicuramente è un passo che spesso si rivela utile. La scuola informata meglio dei fatti potrà attivarsi per osservare meglio la situazione e prendersi cura dei bambini che gestiscono con maggiore difficoltà le dinamiche aggressive. Ci chiediamo se avete provato a parlare con i genitori dei compagni di classe, per conoscere loro come vivono il contesto scolastico e se magari promuovendo degli scambi con i singoli bambini al di fuori della scuola si può aiutare a rafforzare un senso di comunità e di vicinanza. 
Inoltre spesso è importante per i bambini più timidi sentire che il canale di comunicazione con i propri genitori sia aperto e non giudicante. Provate a condividere con lui emozioni e sensazioni della vostra giornata, provando a raccontare situazioni in cui siete stati in difficoltà e che avete affrontato chiedendo aiuto. Questo potrà aiutare vostro figlio a non sentirsi solo e a coinvolgere maggiormente gli adulti rispetto a ciò che sente e che sperimenta. Questi sono alcuni spunti di riflessione, per dei suggerimenti maggiormente specifici vi suggeriamo anche di rivolgervi allo sportello d’ascolto della vostra scuola, se presente, il confronto con un esperto di dinamiche di gruppo e di traiettorie evolutive potrà aiutarvi ancor di più a comprendere cosa sta accadendo a scuola.
Tornate a scriverci se vorrete raccontarci qualcosa in più.
Un caro saluto!

 

3 Marzo 2021